Consigli di comunicazione politica

Pubblicato il da

Uno dei panel che hanno animato gli Stati Generali

Più professionalità e meno improvvisazione. Il messaggio degli Stati Generali della comunicazione politica è riassumibile in uno slogan, da cui potrebbe maturare un miglioramento del sistema democratico. La questione è stata affrontata da professionisti, consulenti e docenti, alla Luiss. Le varie personalità hanno trovato la possibilità di dialogo, incrociando le rispettive esperienze. Nei panel che hanno animato l’iniziativa sono state proposte numerose considerazioni. L’obiettivo, manco a dirlo, è di migliorare il rapporto tra politica e cittadini.

La presentazione dei dati di alcune ricerche ha abbattuto un totem degli ultimi mesi: il ruolo demiurgico di Twitter nel dibattito è più una “fantasia” degli addetti ai lavori che un fatto consolidato. I cinguettii di stampo politico riguardano una fascia ampiamente minoritaria degli utenti che popolano la piattaforma di microblogging. Anche nei giorni pre-elettorali, la politica è stata un argomento di nicchia. Insomma, i numeri hanno smentito che #ètuttacolpaditwitter, per riprendere un popolare hashtag riferito a quanto accaduto per la formazione del governo e  per l’elezione del Presidente della Repubblica. O almeno se i leader si sono lasciati condizionare, lo hanno fatto dando retta a una minoranza.

Web. La Rete è stato uno dei temi principali degli Stati Generali. Le opportunità offerte da sono in parte ancora incomprese dalla classe dirigente. Il blogger Pietro Raffa ha evidenziato come “il web sia usato ancora come un megafono” mentre “bisognerebbe usarlo per dialogare e ascoltare”. Insomma, embra persistere il modello televisivo top-down, relegando sullo sfondo l’orizzontalità che caratterizza la Rete. L’osservazione è la denuncia più forte dell’arretratezza italiana nell’approccio ai nuovi media. Un problematica che impatta anche la “povertà del mercato della ricerca”, rilevata da Carlo Buttaroni, presidente della società Tecnè. Dino Amenduni di Proforma ha poi sfatato il mito del web come fautore dell’antipolitica, spiegando che gli internauti chiedono solo una nuova forma di rappresentanza.

Confronto. Il confronto, chiesto in generale da Raffa, è applicabile anche alla crescita del servizio della Pubblica amministrazione. La professionalizzazione della comunicazione sarebbe da volano al miglioramento del rapporto con i cittadini: una questione analizzata nel panel appositamente dedicato al tema. Il concetto che ha guidato il confronto è che la comunicazione «è parte integrante dell’azione amministrativa, non viene dopo». Un errore commesso con frequenza dagli amministratori.

Insulto e satira. Anche il problema degli insulti su Twitter, diventato trending topic dopo l’addio di Mentana ai cinguetti, è stato ridimensionato, evidenziando che si tratta di una parte minima che usa l’attacco (anche volgare) per commentare i tweet altrui. Ma il fatto può essere derubricato come un incidente di maleducazione, sebbene aggravato dal ricorso all’anonimato. La satira, infine, è stata un altro argomento dibattuto con ampiezza, e in vari incontri, annotando per l’ennesima volta come l’Italia si differenzi rispetto agli altri Paesi dove i satiristi sono molto più politically incorrect. Tanto che Vasco Rossi ha denunciato il sito nonciclopedia per diffamazione: un episodio impensabile altrove.

Twitter: @SteI

ipse dixit

Alfano parla di carcere per chi sceglie l’utero in affitto. Ma il ministro lo sa che in Italia questa pratica è già vietata dalla legge 40? continua

Monica Cirinnà, relatrice del ddl sulle unioni civili
21 aprile 2015 | Giovedì 23 aprile – ore 18,00 Libreria Ibs Via Nazionale, 254 – Roma Presentazione del libro “Il Creasogni” di Simone...