La partenza lenta di Epifani

Dal tripudio dell’assemblea ai dolori della realtà. Un percorso sintetizzato dallo scivolone, non propriamente metaforico, sul palco del teatro di Avellino. In una settimana il neo-segretario del Pd, Guglielmo Epifani, ha avuto un assaggio dei piatti indigesti che dovrà mandare giù. Un menu ricco con variazioni sul tema pensati da sopraffini chef come Maurizio Landini, Nichi Vendola, Matteo Renzi. E soprattutto Sivio Berlusconi.

L’unanimismo della Nuova Fiera di Roma è già sfiorito in un pallido ricordo: alla prima polemica l’ex leader della Cgil ha dovuto affrontare un’offensiva su più versanti, anche quelli che potrebbero (e in alcuni casi dovrebbero) essere vicini. A sinistra, gli ex colleghi della Fiom, in simbiosi con il leader di Sel Vendola, hanno criticato l’assenza dalla manifestazione di piazza promossa dal sindacato, mentre nel partito è giunto l’affondo di un peso massimo come Matteo Renzi con bersaglio lo stop all’Imu. Epifani ha già compreso che sarà “costretto” ad appoggiare il governo, mentre fuori imperversa un clima di simil campagna elettorale e all’interno del Pd infuria lo scontro pre-congressuale. La “partenza lenta” è stata dunque inevitabile: doveva studiare il terreno assai friabile su cui si sta muovendo.

Il segretario (forse) traghettatore ha impostato, come da previsione, la linea della responsabilità illimitata: i democrat devono seguire i dettami di Giorgio Napolitano, tenendo in vita il governo-Letta a tutti i costi. Per tale ragione ha provato a bacchettare Silvio Berlusconi, reo di “minare” il cammino delle larghe intese. Una strategia che appare inevitabile per provare a legittimare la sua leadership sino al congresso e per cercare il colpo di biliardo della candidatura.

Stefano Iannaccone

Informazioni su Stefano Iannaccone

È nato pessimista nell'81, ma non si sa ancora bene di quale Secolo. Intanto, è diventato giornalista professionista, collaborando per varie testate tra cui Ilfattoquotidiano.it, Gli Stati Generali, La Notizia. Ora è addetto stampa di Possibile. Tra un raffreddore e l’altro ha pubblicato tre romanzi. Twitter: @SteI