Le vite parallele di “Mancarsi”

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Due vite che si sfiorano, fanno un percorso parallelo con un bistrot come fulcro della vicenda. Diego De Silva, nel romanzo Mancarsi, disegna uno dei suoi racconti densi di riflessione attraverso cui prendono forma i due protagonisti del libro. Nicola e Irene trascorrono le proprie vite, sostanzialmente ordinarie, con piccoli problemi e grandi tragedie che si stagliano sullo sfondo.

L’autore esula dalla volontà di creare empatia con il lettore, come è avvenuto con l’avvocato Malinconico, tra le figure più appariscente della letteratura contemporanea italiana. De Silva scruta da lontano i movimenti dei due personaggi propone “a distanza”, senza assegnarli a Nicola e Irene, i suoi ragionamenti sulla società, sulle incongruenze della vita ma soprattutto sulle singolarità dei rapporti umani. L’egocentrismo, un po’ infantile, di Malinconico lascia posta a persone più mature. E forse per questo meno capaci di evocare empatia.

Spiccano alcune scene, tratteggiate con la sapienza di un cesellatore da De Silva che lascia volteggiare la sua arte senza però approfondirla. La brevità, infatti, è forse l’unica vera pecca di Mancarsi

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