Votiamo sempre chi innesca il diluvio

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(foto da Flickr di Simone Ramella)

McDonald fa schifo a tutti, eppure se vai a mangiarti un panino c’è sempre la fila. La Coca cola? No, è una multinazionale “cattiva”… però poi vieni invitato a casa da amici e parenti e se sbirci nel frigorifero trovi sempre un paio di bottiglie, per tacere dei convegni e delle conferenze stampa, dove la Coca (con la c maiuscola) non manca mai. E la Samsung? E’ coreana, e quelli hanno pronti i missili per scatenare una gazzarra, va boicottata. Però ormai danno i numeretti davanti ai negozi per comprare l’SIII o il note, scegliete voi.

Insomma, come sempre predichiamo bene, ma a razzolare non siamo proprio capaci. Ora, a molti potrà sembrare qualunquismo, finto perbenismo, disinteresse o chissà cos’altro. Ma, ammettiamolo, siamo davvero gente strana. Dicono che nel nostro dna ci sia spiccata la voglia d’Europa, e che noi, “vecchicontinentali” siamo il popolo più coeso, ancor più degli americani, pardon, degli statunitensi. Lo dicono gli studiosi, lo giurano gli statistici, ma va sempre ricordato il vecchio adagio che “se io mangio un pollo e tu non lo mangi, la media dice mezzo pollo a testa, ma tu sei rimasto a stomaco vuoto”.

Ecco, le statistiche, ci affanniamo a trovare spunti per dimostrare che “si stava meglio prima”, ovviamente quando ci fa comodo, oppure che “oggi il tenore di vita è migliorato”, scegliete voi la strada migliore per arrivare alla mèta. Siamo talmente abbindolati dal vortice di notizie che arrivano sui nostri terminali-tv-radio-pc-tablet-smartphone che dimentichiamo in fretta il fatto di ieri, fermo restando l’incaglio sul genere di news. La tragedia di Genova pare valer meno del disastro-Concordia, eppure sempre due navi hanno creato il danno e sempre morti ci sono stati. La differenza? Al Giglio imperava il gossip-Schettino, in Liguria c’è la fredda cronaca, niente registrazioni di telefonate-scandalo, né testimonianze avventate e vendute al miglior (o peggior?) offerente.

Siamo fatti così, prendere o lasciare. Del resto, ancora oggi quando piove esclamiamo “Governo ladro”. Però continuiamo imperterriti a scegliere chi innesca il diluvio.

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Massimiliano Morelli

Informazioni su Massimiliano Morelli

In giro si dice che sia sempre meglio fare il giornalista che lavorare ma lui, Massimiliano Morelli, preferisce fare il padre specie quando si guarda attorno e trova esaltati della comunicazione, miracolati della professione, colleghi che scrivono qual è con l'apostrofo convinti però d'essere la reincarnazione di Montanelli. Scrive di sport, dicono in maniera romanzata. Una volta per togliersi lo sfizio ha mandato a dieci testate altrettanti c.v. col suo nome, altri dieci simulando d'esser donna procace e altri dieci camuffando il cognome, fingendosi figlio d'un padre vecchia firma del giornalismo. Gli sono arrivate venti risposte per presentarsi su trenta. Peccato non sia donna procace né figlio di grande firma.
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