Le offerte di lavoro anti-crisi

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La disoccupazione giovanile ha raggiunto livelli record , circa il 37% su scala nazionale, e il fenomeno che fa più impressione sembra essere quello dei giovani cosiddetti Neet  (Not in Education, Employment, Training), ovvero i ragazzi che non lavorano, non studiano e non stanno seguendo alcun tipo di percorso formativo; sono semplicemente fermi: siamo ai 2,2 milioni di giovani di questo tipo. Eppure, per assurdo che possa sembrare, anche se la crisi è evidente, il lavoro in alcune sue accezioni non sembra mancare.

Tutti i posti per cui non c’è domanda ma sussiste un altissimo livello dell’offerta sono i cosiddetti “posti in piedi”, cioè quei lavori da svolgere manualmente. Falegnami, artigiani, sarti: sono soltanto tre delle professioni che nessuno oramai vuole più fare, i cosiddetti lavori “dimenticati”. In Italia molti posti sono vacanti, e soprattutto i giovani, cercano sempre le stesse strade.

Stando a studi effettuati da Confartigianato, in Italia mancano ad esempio i panettieri. E’ un lavoro duro e i turni lavorativi sono principalmente due: il primo nella tarda nottata, il secondo la mattina molto presto. I posti disponibili in questo campo sono 1040 e non si riesce a coprire il 39% di queste posizioni vacanti.

Un altro lavoro particolarmente ignorato è anche quello del falegname. In questo campo, soprattutto in questo periodo di crisi economica e lavorativa, i ricavi potrebbero essere molto elevati: basta “fare il giovane” presso un falegname esperto e, se si possiede una discreta somma di denaro, si può lavorare autonomamente. I guadagni sono assicurati, ma la strada è lunga e impervia.

Altri due mestieri “rifiutati” sono, nonostante si possa pensare il contrario, quello dei baristi e dei camerieri. Le principali motivazioni possono essere principalmente legate agli orari notturni.

Ma allora quali sono i posti più ambiti dai giovani? (Nel grafico le percentuali delle professioni più o meno richieste)

Le percentuali delle professioni più o meno richieste

Stando ai dati che arrivano dalle analisi di Datagiovani, gli addetti all’accoglienza, ingegneri e operatori dell’estetica, sembrerebbero i lavori che mostrano i trend di crescita più significativi.

Secondo quanto emerso invece su Lavoro.org , tra le figure più richieste vi sono gli infermieri. Oggi sono 391 mila, ma entro il 2020 ne occorreranno 266 mila in più secondo i dati sul mercato del lavoro.  Poi abbiamo i Chimici: il primo contratto arriva entro due mesi dalla laurea, e 8 su 10 lavorano, nel 46% a tempo indeterminato.

Anche nell’ambito dell’Agricoltura vi sono numerose  opportunità professionali per gli aspiranti imprenditori (+2%) e dipendenti (+1,1%), con figure tecniche molto richieste quali sommelier, affinatore di formaggi, stagionatore di miele, agri-gelataio, personal trainer dell’orto, alchimista di campagna (creatore di liquori e distillati), food blogger.

Per quanto riguarda le Scienze motorie, trova lavoro il 78% dei laureati, e le professioni più remunerative sono fisioterapia e riabilitazione con molti liberi professionisti ma non solo.

In Scienze economiche e statistiche sono previste oltre 100mila assunzioni (sportello bancario, amministrazione, contabilità, marketing, sviluppo clienti, commerciale, gestione attività creditizie, revisore contabile).

Le Scienze umane contano invece 7mila 730 assunzioni, previste entro fine 2013 per interpreti, insegnanti di lingue, segreteria, vendita e accoglienza clienti. Nelle Scienze sociali sono richiesti psicologi, psicoterapeuti, insegnanti e responsabili delle risorse umane in azienda.

L’albo nazionale degli informatici professionisti segnala invece difficoltà nel trovare direttori dello sviluppo, project manager ERP, online sales manager, web marketing manager. L’ingegnere invece sembrerebbe una professione che non conosce crisi, con richieste in ambito gestionale, meccanica, elettrico, civile, dell’automazione, chimico, delle TLC, elettronico.

Alle ultime posizioni dei lavori richiesti troviamo la figura dell’insegnante, fisioterapista, copywriter, giornalista/redattore, revisore contabile , addetto telefonico recupero crediti, ricercatore.

Per concludere, a questo link si può notare dove sono andate a finire le fabbriche di un tempo.

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