Mazzolino, quel figlio “povero” del Valentino granata

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La scomparsa di Ferruccio Mazzola, sessantottenne figlio dell’indimenticabile Valentino e fratello del baffuto Sandro fa tornare indietro nel tempo, a quel calcio ormai sbiadito fatto di allenamenti con tute che parevano pigiami, nella fanga più assoluta e con scarpini totalmente neri, senza griffe di sponsor, triplici strisce, swosh o altro. Perché “Uccio”, uno scudetto da comprimario con la Lazio delle pistole e un libro-denuncia sul doping che gli fece tagliare i ponti col pianeta football, era rimasto un’iconcina del passato, punto e basta.

Non s’era riciclato come opioninista dell’etere né come spalla dei telecronisti-urlatori, ed era uscito in punta di piedi da quello che ci si ostina ancora oggi a chiamare dorato mondo del pallone. Però si dava da fare con i disagiati, e allenava una squadra di periferia, lontano ovviamente dai riflettori e a scanso di equivoci distante anni luce da ogni ipotesi di “aggancio” al presente.

Un giorno pensò perfino di ridare vita alla Fiorentina, quando era sepolta e defunta, fallita e aveva perfino cambiato denominazione sociale. Ma non aveva soldi né sponsor politici alle spalle, e l’idea a dir la verità neanche era malvagia, per come l’aveva strutturata. Adesso che è morto per lui non ci saranno titoli sovraccarichi d’emozione, ma note righe d’una fredda cronaca. Forse perché quel libro di verità scomode sul doping aveva fatto centro.

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Massimiliano Morelli

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In giro si dice che sia sempre meglio fare il giornalista che lavorare ma lui, Massimiliano Morelli, preferisce fare il padre specie quando si guarda attorno e trova esaltati della comunicazione, miracolati della professione, colleghi che scrivono qual è con l'apostrofo convinti però d'essere la reincarnazione di Montanelli. Scrive di sport, dicono in maniera romanzata. Una volta per togliersi lo sfizio ha mandato a dieci testate altrettanti c.v. col suo nome, altri dieci simulando d'esser donna procace e altri dieci camuffando il cognome, fingendosi figlio d'un padre vecchia firma del giornalismo. Gli sono arrivate venti risposte per presentarsi su trenta. Peccato non sia donna procace né figlio di grande firma.
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