Se cadono le 5 Stelle…

Beppe Grillo (Foto da Flickr di Eddypedro)

Una mareggiata che non accenna a quietarsi. Il MoVimento 5 Stelle non ha vissuto un giorno di serenità da quando ha messe piede in Parlamento. Anche l’onda della diaria si è abbattuta sul vascello dell’ammiraglio Beppe Grillo: il capogruppo al Senato Crimi ha tranquillizzato i sostenitori, spiegando che gli impegni saranno mantenuti. Quindi sembra scongiurato l’effetto incastamento dei parlamentari pentastellati. Ma il danno di immagine è tangibile, soprattutto per una forza politica che ha costruito il proprio successo sull’intransigenza sui costi della politica.

Allarme. Le Regionali del Friuli riecheggiano nell’etere come il primo allarme: il candidato Saverio Galluccio ha avuto un ruolo di “sparring partner”, a causa di un micidiale astensionismo. Un segnale che il M5S non è riuscito a intercettare la sfiducia popolare, concretizzatasi con la diserzione delle urne. Gli attivisti del Movimento osservano anche con preoccupazione i sondaggi sulle Comunali di Roma: sino a qualche mese fa veniva pronosticata la “presa del Campidoglio” da parte dei “grillini”; ora finanche il ballottaggio sembra irraggiungibile con De Vito nel ruolo di carneade. A livello nazionale, poi, il sogno di essere il primo partito pare essersi dissolto.

Rilancio. La flessione nei consensi ha trovato un argine per essere fermata: l’alleanza Pd-Pdl per il governissimo può foraggiare il malcontento degli elettori, soprattutto di centrosinistra, dando una nuova verve al Movimento 5 Stelle. Che peraltro nei sondaggi effettuati lontani delle elezioni non ha mai brillato, salvo stupire al momento del voto. Una semplice conferma che i rilevamenti intermedi diventano talvolta un esercizio di stile,soprattutto in un periodo magmatico in cui il furore popolare può ingrossare le fila movimentiste. In caso contrario, come paventa il fondatore Grillo, l’Italia potrebbe piombare in una spirale di violente tensioni sociali. Perché, al di là delle sue incongruenze, il M5S è uno sbocco per la protesta.

Stefano Iannaccone

Informazioni su Stefano Iannaccone

È nato pessimista nell'81, ma non si sa ancora bene di quale Secolo. Intanto, è diventato giornalista professionista, collaborando per varie testate tra cui Ilfattoquotidiano.it, Gli Stati Generali, La Notizia. Ora è addetto stampa di Possibile. Tra un raffreddore e l’altro ha pubblicato tre romanzi. Twitter: @SteI