Nordcorea: lavori forzati per un cittadino americano

Kenneth Bae

Un cittadino americano, Pae Jun-Ho, il cui nome americano è Kenneth Bae, è stato condannato a quindici anni di lavori forzati da un tribunale nordcoreano. L’uomo, arrestato nel novembre del 2012 al confine con la Cina, è stato dichiarato colpevole di “atti ostili” contro lo Stato, riferisce l’agenzia sudcoreana Yonhap.

Rischiano infatti di incrinarsi ulteriormente i rapporti tra Stati Uniti e Corea del Nord, proprio quando la minaccia di guerra del regime di Pyongyang non sembrava più costituire un grosso pericolo.

Come era lecito aspettarsi, gli Stati Uniti esigono la liberazione immediata del cittadino americano di origine coreana condannato a 15 anni di “lavori forzati” nei campi della Corea del Nord. Il segretario di Stato ha evidenziato “una mancanza di trasparenza”. “Non conosciamo nulla dei fatti”, ha dichiarato John Kerry, il capo della diplomazia di Barack Obama.

Le accuse che pendono su Pae Jun-Ho, il cui nome americano è Kenneth Bae, non sono del tutto note dato che la giustizia nord-coreana non le ha ufficialmente spiegate e divulgate.

Secondo la stampa, si tratta di un coreano nativo americano di 44 anni responsabile di un tour-operator: uno dei turisti da lui accompagnati sarebbe stato trovato in possesso di file di computer contenenti dati sensibili.  Secondo alcune associazioni per i diritti umani, si tratterebbe di foto scattate per un reportage sui bambini nordcoreani che patiscono la fame nel nord del paese.

In passato diversi americani sono stati arrestati in Corea del Nord, imprigionati, condannati e poi rimessi in libertà. Secondo alcuni responsabili americani, Pae Jun-Ho, che molti considerano come un vero e proprio ostaggio, potrebbe essere utilizzato come “moneta di scambio politico” nel contesto di accese tensioni nella penisola coreana.

Serena Panacchia

Informazioni su Serena Panacchia

Nata nel 1990, amo la musica, amo cucinare, amo mangiare, amo leggere, ma soprattutto amo scrivere! Sto studiando per cercare di realizzare il mio sogno: riuscire a lavorare nell'ambito del giornalismo, ma ancora di più scrivere un libro.