Civati: “Altro che dissidente, io seguo la linea del Pd”

Pippo Civati

La fiducia al governo potrebbe arrivare solo per “rispetto a Giorgio Napolitano”, ma nel Pd la discussione non è archiviata: una decisione sarà presa dopo la riunione del gruppo. Partendo dal fatto che al momento resta il “no” al governissimo. Pippo Civati, a Sfera pubblica, spiega la sua posizione a poche ore dal voto in Parlamento e al termine di una settimana molto tesa in cui si sono paventate espulsioni per i cosiddetti dissidenti. Anche se “io seguo la linea del partito di qualche settimana fa”, annota il parlamentare dei democratici.

Il governo avrà il suo voto di fiducia?
“Per ora non la voto. Domani discuteremo con il gruppo, sarà la prima occasione utile. Chiariremo le posizioni che ci sono e prenderemo una decisione insieme. Se la voto è per rispetto del Capo dello Stato che altrimenti si dimetterebbe e rimanere nel Pd per dire le stesse cose”.

Cosa cambia questa battaglia in ottica congressuale? La tua candidatura resta?
“Mi sono candidato in tempi non sospetti. Certo, non sospettavo che andasse a finire così. Sono gli altri che si sono messi nelle condizioni di doversi dimettere e spiegare come mai non hanno votato Prodi. Rilevo che in questo governo ci sono parecchie persone della classe dirigente di questo partito, nonostante le dimissioni a catena”.

Che ne pensa della composizione di questo governo?
“Mi sembra ci siano persone perbene ma non tutte collocate nel settore di competenza. Ci sono tanti giovani, ma quello di Berlusconi era più giovane. Anche gli slogan lasciano il tempo che trovano. Possono sembrare mosse opportune ma non definitive sotto il punto di vista politico. Si attendeva una risposta, indipendentemente dalla qualità”.

Quale scenario si apre in futuro per il Pd con la più che possibile candidatura di Renzi?
“Il candidato premier mi sembra sia Enrico Letta, visto che chiede la fiducia domani. Se poi pensiamo al prossimo premier, la dice lunga. Renzi ha scelto di sostenere Letta, che se farà bene sarà il candidato del Pd per le prossime elezioni”.

È pentito di aver sostenuto Bersani alle primarie?
“Perché dovrei? Sia Bersani che Renzi sono favorevoli al governo Letta. Se ci fosse una sostanziale differenza…”

Teme l’espulsione nel caso non votasse la fiducia?
“Io seguo la linea del Pd di qualche settimana fa. Certe parole sono solo follie di questi giorni. Ci sono alcuni che sono un po’ più “maneschi”, ma sarebbe meglio cercare il dialogo…”.

Twitter: @SteI

Stefano Iannaccone

Informazioni su Stefano Iannaccone

È nato pessimista nell'81, ma non si sa ancora bene di quale Secolo. Intanto, è diventato giornalista professionista, collaborando per varie testate tra cui Ilfattoquotidiano.it, Gli Stati Generali, La Notizia. Ora è addetto stampa di Possibile. Tra un raffreddore e l’altro ha pubblicato tre romanzi. Twitter: @SteI