Lo tsunami nel Movimento 5 Stelle

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La ragione nobilita l’uomo e non può far a meno di essere interpellata: l’uomo non è fatto per spegnere il cervello e seguire le direttive, prima o poi l’intelletto si ribella, o per dirla come l’ha detta Tommaso Currò, deputato siciliano del M5S: “Noi parlamentari non siamo automi, e nemmeno bambini. Nessuno ci può svuotare della nostra personalità politica, diversamente diventiamo schiavi di un manovratore”.

Scissione sì, scissione no. Lo schiaffo in faccia arriva diretto e, nonostante Grillo si ostini a definire traditore chiunque dimostri un barlume di iniziativa autonoma, la ‘malattia’ ragione dilaga tra le frange del M5S.

Lo dimostrano gli avvenimenti dell’ultimo mese, quando per la prima volta si è giunti ad un bivio e il Movimento di Grillo si è fratturato: automi contro pensatori critici.
Il perno del cataclisma è un inconsapevole Bersani, i grillini si dividono tra fondamentalisti e dialogatori; c’è chi crede che un’apertura al centrosinistra sarebbe stata preferibile ad un ‘non governo’, ma vengono tacciati di defezione. C’è da chiedersi perchè Grillo, l’uomo dei referendum su internet, non abbia lasciato al popolo pentastellato la possibilità di decidere, ovviamente via web, se continuare da soli, o percorrere la via del governo con il PD.

Tommaso Currò è l’uomo che per primo ha osato contraddire Grillo all’interno delle mura del Movimento, dicendo che le cose non possono continuare così: il realismo di sapere che da soli non si va da nessuna parte, di anteporre il benessere dello Stato al primato del partito, o non partito.

Currò dichiara a La Stampa: “Non siamo automi […] Ma se andiamo avanti così questo dubbio si cristallizzerà. Con Grillo e soprattutto con Casaleggio. Io non sono uno schiaccia bottoni per conto terzi. […] Se entri nel Palazzo grazie a otto milioni di voti, devi prenderti le tue responsabilità […] i giorni passano. E il Paese soffre. Non possiamo permetterci di perdere tempo. Di aspettare tre mesi per poi tornare a votare. […] Non credo che siamo pronti per governare da soli, bisogna avere la forza di riconoscerlo. Ci serve una nave scuola. Il MoVimento ha una forza straordinaria. Una grande energia. E ha spostato l’asse del dibattito politico. Quello che è successo è meraviglioso. Abbiamo un’occasione storica. […] siamo in Parlamento. Per servire i cittadini. Ce lo impone la Costituzione. Noi rappresentiamo il 25% del Paese. C’è un 75% che ha altre posizioni. La diversità è ricchezza”.

Il M5S è morto. Il libero pensiero non è amico di Grillo, per il quale vale la regola “o fai come ti dico, o sei fuori” e lo dimostra uno dei post pubblicati sul suo blog “Il M5S è morto, viva il M5S” dove si criticano alcuni consiglieri per aver espresso un’opinione (su un forum privato, evidentemente non si sentivano liberi altrimenti) sulla leggerezza organizzativa: “la mancanza di organizzazione sta facendo implodere il Movimento 5 stelle. Mi convinco sempre più che la volontà di Casaleggio e Grillo sia sempre più rivolta all’implosione.” e ancora “Temo che più che volontà in tal senso, sia una volontà di portare avanti “un esperimento”…solo che noi siamo le cavie.”.

Come si può dar fiducia ad un ‘capo’ che evita il contraddittorio? Come si può dar fiducia ad un Movimento che segue ciecamente gli ordini, dove la parola del leader è legge? Come si può dar fiducia ad un Movimento incapace di ascoltare i suoi stessi figli? Conclude Currò: “Comprimiamo il potere dei comunicatori ed espandiamo quello dei parlamentari. Altrimenti la nostra diventa solo propaganda. E a me la propaganda puzza di fascismo“.

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