Povertà: aumentano padri senzatetto

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Dormono in auto sotto ai cavalcavia e in vie piccole e buie. Sono i nuovi poveri, i padri separati costretti a dare una ingente fetta dello stipendio alla ex moglie. L’assegno degli alimenti per mantenere i figli e la donna che un tempo hanno amato. Ridotti sul lastrico, per tirare avanti si sono adattati controvoglia a dormire in macchina.

Ma i padri di famiglia rappresentano solo una delle tante facce della povertà che, soprattutto in questo periodo di crisi economica, colpisce una fetta sempre più grande di popolazione: persone senza fissa dimora o semplicemente in difficoltà economica, anziani che non arrivano a fine mese oppure uomini e donne che hanno bisogno di compagnia. Ogni giorno le cucine popolari italiane preparano 600 pasti, 400 a pranzo e 200 la sera.

Anziani con la pensione minima, giovani immigrati in cerca di lavoro, interi nuclei familiari. È questo l’identikit dei nuovi senzatetto.

Ma stanno aumentando i padri separati, spesso italiani, che con la perdita del lavoro e la fine del matrimonio vengono catapultati sulla strada. “È un profilo che si vede sempre più spesso” spiega don Luca Facco, direttore della Caritas diocesana di Padova, “persone che cercano lavoro e non lo trovano e che nel frattempo hanno bisogno di rispondere ai bisogni primari. Le donne in questo sono più tutelate perché di solito hanno i bambini a carico mentre i papà iniziano perdendo l’occupazione, poi la casa, infine si trovano in strada”.

L’associazione “Padri Separati” di Padova, attraverso la responsabile Luisa Palamidessi, ha confermato l’esistenza del problema. «A Padova sono decine i papà separati che hanno perso la casa e non hanno un tetto sotto cui dormire e moltissimi di loro passano la notte in auto».

Ma il fenomeno della povertà non riguarda solo l’ Italia, ma anche altri paesi, e soprattutto sta includendo anche interi nuclei familiari e molti bambini. Secondo quanto è stato affermato, la crisi del debito europea sta spingendo i bambini dell’Europa del sud verso la povertà paesi come Italia, Spagna, Grecia, Portogallo e Irlanda.

Secondo la Caritas, infatti, questi paesi, a causa del taglio del welfare e dell’aumento delle tasse, stanno costringendo le giovani generazioni ad alimentarsi male, a deprimersi e ad avere scarse prospettive per il futuro. Il Rapporto Ocse sulle politiche familiari, presenta dati preoccupanti sul livello di povertà delle famiglie con bambini.

In questi cinque paesi il numero di bambini vicini alla soglia di povertà, ovvero bambini che vivono in famiglie con entrate di almeno il 60% minori rispetto al reddito medio nazionale, o con genitori disoccupati o sottoccupati, oppure a cui mancano apporti essenziali in termini di cibi ricchi di proteine, abiti e mezzi di riscaldamento adeguati, sta tornando pericolosamente vicino ai picchi del 2008.

I dati Ue indicano che nel 2011, oltre il 30% dei minori in Spagna e Grecia erano a rischio di povertà o esclusione, quattro punti percentuali in più rispetto al 2005. In Portogallo il dato si attesta al 28,6%.

E’ stato infine riscontrato un fatto: i dormitori e i posti letto servono un’utenza da cinque a venti volte inferiore a quella delle mense e dei servizi di distribuzione di indumenti, ed è quindi un chiaro indicatore del fatto che le mense sono utilizzate anche da persone povere, che una casa probabilmente ce l’hanno, ma che non hanno risorse sufficienti per arrivare a fine mese e usano i servizi per i senza fissa dimora, per trovare gratis beni primari che altrimenti dovrebbero pagare.

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