“Senza prospettiva di miglior sorte”

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Pizza e mandolino. Non è solo un modo di dire forestiero per indicare il popolo del Belpaese. È quello che sta succedendo in questo momento in Italia, dove c’è la crisi ma nessuno se ne sobbarca le responsabilità; dove i vecchi partiti non fanno il redde rationem del loro operato, dove non si lasciano le poltrone. La città della scienza di Napoli in fiamme e i cinghiali radioattivi. Ma alla fine va tutto bene. Ed è così da sempre.

“Or la vita degl’italiani è appunto tale, senza prospettiva di miglior sorte futura, senza occupazione, senza scopo, e ristretta al solo presente”. Queste sono le parole di Leopardi, qualche, e dico qualche anno fa.

La politica è altro. E’ l’arte di governare lo Stato; e  lo Stato è la comunità, siamo noi.

Ovviamente non si intende ciò che fu dei vecchi totalitarismi, ma forse Grillo non l’ha capito e con un impeto totalizzante che farebbe invidia pure a Hegel, se ne esce con l’ultima battuta forse non proprio ironica: “Vogliamo il 100% del Parlamento, non il 20% o il 25% o il 30% . Quando il movimento otterrà il 100% e i cittadini saranno diventati lo Stato, il Movimento non avrà più bisogno di esistere. L’obiettivo è scioglierci”. E poi se la prende con i giornalisti, colpevoli di assaltarlo in ogni dove, dichiarando (alle tv straniere ovviamente) che  “i sette canali televisivi  con i tre giornali maggiori  fanno parte del sistema”. Enzo Iacopino dalla presidenza dell’Odg tuona inviperito: “Grillo ha gestito scientificamente la sua popolarità. Ma la democrazia impone il confronto: i giornalisti fanno domande e lui risponde. O sceglie il silenzio, assumendosi la responsabilità di tacere”. D’altronde si sarà sentito in colpa anche lui; come potrebbero essere pilotati e maliziosamente coinvolti in intrighi oscurantisti giornalisti precari pagati sei euro ad articolo? Ma questa è un’altra storia.

Dall’uno al frammento. Un boomerang si è abbattuto sul Pd, dove Bersani dopo aver combattuto alle primarie con le unghie e i denti contro e gettato potenti veleni sul Rigor Montis, adesso sente il bisogno di aria fresca, anzi, di “lenzuolate”, anche se dopo lo scandalo MpS rischia di avere poca credibilità; Grillo gli sbatte le porte in faccia, quindi con la coda tra le gambe ritorna dal professore, anche se dopo la conferenza stampa di partito, il segretario del Pd non riesce a incassare la certezza che i senatori di Scelta Civica gli voterebbero la fiducia.  “La sconfitta ci impone una riflessione. Basta il partito vecchia maniera”, Renzi si prende intanto buona parte del consenso del logoro Pier Luigi: Dario Franceschini e i suoi, Enrico Letta e i lettiani, Beppe Fioroni e Veltroni starebbero per attraversare il sottile confine della rottamazione. Rottamiamo anche Bersani?

PDL. Che dire, quando il jolly c’è, il partito c’è, e si aprono i giochi. Quando non c’è, il partito non c’è. È incredibile la capacità di Berlusconi di mettere su in poco tempo una compagine di spartiati pronti a combattere per la sua causa per poi disfarsi alla prima uscita malandrina del capo. Lo ha dimostrato alle ultime elezioni: un mago del consenso e dei media. Oggi arriva un’altra condanna dall’Unipol, domani non sarà in aula al processo Ruby causa congiuntivite; e intanto da dietro le tende di qualche villa prende tempo per studiare la prossima carta da giocare una volta calmate le acque dello Tsunami politico di questi giorni. Ma attento Silvio, gli eserciti non si fanno con i mercenari.

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Noemi Debbi

Informazioni su Noemi Debbi

Nata, cresciuta e pasciuta. Diplomatasi al liceo classico, con tante domande si iscrive a Filosofia per avere risposte. Ottiene in cambio ulteriori domande, così decide di prendere la realtà per il bavero e di ottenerle con la forza. E' iperattiva, si interessa di filosofia del linguaggio, di filosofia politica, e di comunicazione politica. Ama il teatro per essere uno specchio, un passaggio verso un'altra realtà in cui può purificarsi . La frase che meglio la rappresenta è " Nuvole sparse qua e là, bel tempo altrove. Serena, variabile".
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