Traffico di armi, un “affare” da oltre mille miliardi

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Secondo l’ONU, il traffico di armamenti è il terzo mercato illegale più lucrativo del mondo (dopo quello della droga e quello della prostituzione) ed è stimato intorno ai 1200 miliardi di dollari all’anno. Un sondaggio condotto nel 2001 da Small Arms Survey ha quantificato che vengono fabbricate 15 armi da fuoco al minuto e che una persona viene uccisa ogni 60 secondi. Ciò vuol dire che le pallottole fanno oltre 500.000 vittime all’anno tra civili e militari, senza contare il numero inquantificabile di feriti. Il rapporto del 2007 di Small Arms Survey ha svelato che 650 degli 850 milioni di piccole armi da fuoco presenti sulla Terra (cioè il 76,5%) sono detenute da civili, mentre solo 200 milioni sono in mano alle forze dell’ordine e agli eserciti regolari.

Nel corso del 2011 sono state rilasciate complessivamente da parte del Ministero degli Affari Esteri n. 2.497 (2.210) autorizzazioni all’esportazione di materiali. Rispetto al 2010 si è avuto un incremento, pari a 5,28%, del valore delle autorizzazioni alle esportazioni.

Oltre a un aumento delle autorizzazioni, c’è stato anche un aumento del traffico illegale di armi. Per traffico di armi si intende l’approvvigionamento da parte di un’entità (movimento di lotta, organizzazione criminale o Stato), in armi o in munizioni, di un’altra entità, in violazione delle normative internazionali sulla compravendita di armi. Vendite che, appunto, si effettuano tra bande mafiose (sanzionabili come reato) oppure direttamente tra Stati, difficilmente punibili. Tale definizione, però, resta vaga in virtù del fatto che le normative internazionali in materia sono ancora troppo imprecise e soggette a cambiamenti.

Ecco alcuni casi: Finlandia, Le autorità finlandesi hanno aperto un’inchiesta su un presunto tentativo della Russia di contrabbandare armi e altro materiale strategico in Siria attraverso il porto di Helsinki, Israele,  secondo la tv di Stato siriana, velivoli militari israeliani hanno attaccato un centro di ricerca militare vicino Damasco. Si tratterebbe della seconda incursione dell’aviazione dello Stato ebraico, dopo il raid del 30 gennaio contro un convoglio proveniente dalla Siria e diretto in Libano con a bordo missili antiaerei di origine russa modello SA-17. Pare che l’impianto colpito dagli israeliani fosse adibito alla fabbricazione di “armi non convenzionali”. Svizzera, dove venivano importate armi da un organizzazione legata alla cosca di ndrangheta dei FerrazzoPortogallo . Ravenna, e molti altri.

L’America sta lottando contro questo tipo di mercato, contro l’eccessiva circolazione di armi, di morti, feriti, stragi, contro il disegno di legge che approva queste vendite. Il Secondo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti stabilisce infatti che: «Essendo necessaria alla sicurezza di uno Stato libero una ben organizzata milizia, il diritto dei cittadini di detenere e portare armi non potrà essere infranto».

Questo passaggio della legge costituzionale è da sempre oggetto di una accesa discussione tra chi sostiene che faccia esclusivamente riferimento alle milizie statali (esercito e forze dell’ordine) e chi ritiene, invece, che debba essere esteso a tutti i privati cittadini. La seconda interpretazione è quella che si è imposta nel corso degli anni: a questa fanno riferimento la maggior parte delle leggi e dei regolamenti dei singoli stati e anche le leggi federali sulle armi, che stabiliscono alcuni principi generali comuni per tutti gli stati.

Con intenti e obiettivi diversi, nel corso degli anni sono state approvate a livello federale sette diverse leggi sul controllo e la regolamentazione del possesso di armi da parte dei cittadini statunitensi. Si va dal National Firearms Act del 1934 al Gun Free School Zone Act del 1995 passando per il Gun Control Act del 1968.

Benché le regole cambino da stato a stato, la procedura per ottenere un’arma è simile nelle varie giurisdizioni statali. In buona parte degli stati americani chiunque abbia più di 21 anni può acquistare una pistola, mentre i maggiori di 18 anni possono acquistare un fucile o un fucile a canna liscia. L’acquirente deve presentare un documento di identità per consentire a chi gli vende l’arma di registrare i suoi dati e associarli a quelli dell’arma. Se il cliente vuole comprare più armi in un periodo di tempo inferiore ai cinque giorni, l’esercente deve inviare una notifica al Bureau of Alcohol, Tobacco, Firearms and Explosives.

Il 5 Febbraio 2013 è stato proposto a New York un disegno di legge per inasprire le pene del traffico di armi fino a 20 anni e il presidente Barack Obama appoggia attivamente questa legge. Già dal 2012 fu proposta dalla senatrice democratica Dianne Feinstein, contro la vendita, il trasferimento, la produzione e l’importazione di un centinaio di modelli di armi d’assalto.

Il 16 gennaio Barack Obama ha affermato: “Dobbiamo ricordare coloro ai quali sono stati negati i diritti fondamentali di libertà, coloro che sono stati uccisi, i bambini di Newtown, dobbiamo agire e dobbiamo farlo nel rispetto del secondo emendamento…”.

  • umar shetty

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