Cinque domande da fare a Beppe Grillo

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Beppe Grillo

Vicino alla gente, eppur così lontano: avvicinare Beppe Grillo è una vera e propria missione impossibile, che neanche l’internazionale James Bond riuscirebbe a compiere. Diversi giornalisti hanno sfidato la sorte e hanno tentato di porre qualche domanda, perchè fin dai tempi di Socrate il confronto è l’arte della conoscenza, eppure il Grillo salterino è scappato, oppure ha preferito esibirsi in ciò che gli riesce meglio, l’insulto. Si, gran parte della rabbia di Grillo si condensa sulle teste dei giornalisti, venduti ai partiti per pochi spiccioli, in particolare “i giornalisti precari” che “non verificano le fonti, e scrivono e iper-scrivono per guadagnare pochi euro ad articolo e sbarcare il mensile”.

Eppure c’è bisogno di chiarezza, c’è bisogno di andare oltre il velo delle urla, oltre il proselitismo e la propaganda. Sono molti i dubbi che si celano dietro le invettive del comico ligure, che se per il lavoro di comunicazione è da 110 e lode, non raggiunge la sufficienza in chiarezza. Dietro al “distruggiamo” nessuno ha mai parlato di un “ricostruiamo”. Ecco quindi una serie di domande che vorrebbero avere una seria ed esauriente risposta.

Candidato premier. E’ stato dichiarato che Grillo non salirà al Parlamento come premier, nonostante sia il fondatore e proprietario del movimento; questo lo accomuna terribilmente a Silvio Berlusconi, che ha dichiarato di non volersi candidare a premier. Nonostante questo è Grillo a tenere i comizi, Grillo a tenere banco. Non è come lanciare il sasso e nascondere la mano?

Stipendi dei Parlamentari. Nei comizi si è detto che gli stipendi dei Parlamentari, anzi dei cittadini (perchè i parlamentari grillini non dovranno accettare titoli di sorta), del M5S percepiranno uno stipendio pari a quello degli operai, ma non viene specificato un articolo del Codice di Comportamento per gli eletti del Movimento 5 Stelle in Parlamento: “L’indennità parlamentare percepita dovrà essere di 5 mila euro lordi mensili -a fronte dei 10430 euro lordi mensili degli altri parlamentari- il residuo dovrà essere restituito allo Stato insieme all’assegno di solidarietà (detto anche di fine mandato). I parlamentari avranno comunque diritto a ogni altra voce di rimborso tra cui diaria a titolo di rimborso delle spese a Roma, rimborso delle spese per l’esercizio del mandato, benefit per le spese di trasporto e di viaggio, somma forfettaria annua per spese telefoniche e trattamento pensionistico con sistema di calcolo contributivo”.  In un altro articolo è specificato che “ogni spesa sostenuta dovrà essere rendicontata on-line“.

Il M5S si vanta di essere il “movimento” che parla chiaro, che non prende in giro i cittadini, eppure dai comizi in piazza questa verità non è mai saltata fuori, perchè? Il rendiconto online quanto può essere uno strumento di reale controllo? La rete ha già tradito i grillini nelle primarie.

Stiglitz. E’ il nome dell’economista premio nobel 2001, a cui Grillo dà la paternità del suo programma economico. Eppure questa notizia viene smentita da Anya Schiffrin moglie di Stiglitz, che in risposta ad una mail de Il Giornale, scrive: “tutte le dichiarazioni e i discorsi sono on line.Consultando le registrazioni pubbliche si può vedere se ha mai sponsorizzato il Movimento 5 Stelle -poi aggiunge- non so neanche cosa sia”. Cosa ha spinto Grillo a fare questa sorprendente, quanto smentita dichiarazione?

Programma economico. Nei punti del programma elettorale del movimento in giallo non vi è un vero e proprio piano per l’economia. Il più è basato sull’abolizione dei finanziamenti pubblici ai partiti e il rimborso retroattivo dei soldi ottenuti, l’abolizione dei finanziamenti pubblici ai giornali, abolizione dell’IMU e il reddito di cittadinanza. Nei fatti è nulla. Analizzando la situazione: i disoccupati in Italia sfiorano i 3 milioni, per ognuno verrà dato un contributo per la durata di 3 anni di 1000 euro al mese, il che vuol dire circa 105 miliardi in 36 mesi. Al contempo verrà abolita l’IMU tagliando di circa 9 miliardi le entrate. Un vero e proprio tracollo per l’Italia. L’unica fonte di entrate certa sarebbe il rimborso dei finanziamenti pubblici ai partiti, ma prendendo i rimborsi degli ultimi 20 anni non si arriverebbe che a 2,7 miliardi, neanche un mese di stipendio per i disoccupati. E questo è niente se pensiamo alle altre spese pubbliche che ha in mente il M5S, tra cui la rete internet gratuita in tutta Italia. Dove li troviamo i soldi? Bisognerà per caso rapinare la BCE?

Eppure il Movimento 5 Stelle dati alla mano risulta vincitore. Segno di un’Italia stanca dai soliti imbonitori? Stanca di Bersani? Stanca di Berlusconi? Stanca di una politica che accusa? Stanca di una politica fatta di parole al vento? Così è, ma non pare.

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