Elezioni 2013: l’ultimo show è di Grillo

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Alle 19.00 il sito del M5S è già intasato. Tutti curiosi? Nessun problema, si passa su Youtube e sul canale radio La Cosa, tanto il movimento è nato dal basso e il web lo sa usare molto bene.

I numeri. Mentre ci si dirige a Piazza San Giovanni, rubata abilmente al disorientato Bersani, si odono le urla, il fragore, il calore della folla. Tutti insieme: lavoratori, donne, ragazzi, anziani e un comune denominatore: la voglia di cambiare, la voglia di dire addio alla vecchia Italia. Mancano solo i giornalisti in questa agorà che segna la fine della campagna elettorale, l’apice del successo; loro sono al di la delle transenne.
Nemmeno la pioggia ferma le migliaia di persone accorse per ascoltare: 80.000 presenti e 150.000 in streaming.

“Tutti a casa”. Una marcia su Roma coronata da questo slogan, impetuosa, incalzante. Una voce popolare si eleva sopra gli animi infuocati: “ Bisogna far presto signori. Bisogna far presto signori. Presto. Lavoro, lavoro, lavoro. Il call center a 500 euro al mese lo vadano a fare i figli della Fornero”. Un boato dalla folla, un canto di guerra da fare invidia pure agli spartani delle Termopili.

I temi. In primis il finanziamento ai partiti. Come poteva il leader del M5S non fruttare la sua pudica ricerca di fondi privati? “Di banchetto in banchetto, di euro in euro, di maglie vendute a due spicci l’una, siamo diventati la terza…la seconda…la prima forza politica in Italia”. Immaginatevi queste parole dette sbraitando, ovviamente. Tutto un altro effetto, ma il risultato è lo stesso: un boato dalla folla.
Altra patata bollente, l’Europa: “ Io non ho mai detto di uscire dall’euro. Ci saranno consultazioni, analisi, dibattiti e poi lo deciderà il popolo italiano; questa è la democrazia”. A seguire il lavoro, la giustizia, l’energia, le pensioni e le missioni “del cazzo di pace” in Afghanistan. Grillo tira un immancabile affondo contro Bersani e l’affare di MPS, poi tuona contro Berlusconi: “ Non è venuto a fare la campagna elettorale a Napoli per la congiuntivite; ma invece ci ha visto bene: ha visto che non c’era un cazzo di nessuno ad ascoltarlo”, e in contemporanea se la prende con Rigor Montis. Risposta: un boato dalla folla.
Più che parlante, o sparlante, quello di piazza San Giovanni era un Grillo invasato da una specie di furore bacchico, che con linguaggio da osteria e qualche battuta malandrina metteva a ferro e fuoco la città scaldando gli animi dei presenti. Un leader che si proclama egli stesso un virus, un Bacco che ubriaca chi è già brillo, chi cerca rinnovamento, trasparenza, partecipazione e non lo trova da nessuna altra parte. Scuramente un movimento che incarna le istanze di un’Italia stanca e malandata.
Le reazioni. “Grillo non manda a casa la vecchia politica, ma sarà la stampella della sinistra” twitta Berlusconi, seguito dal lapidario Monti che di rigor fa politica: “ Scelta Civica ha in comune con Grillo l’insoddisfazione. Noi oltre la protesta abbiamo la proposta”. Bersani invece scrive: “ Con lui si va in Grecia domani”. Offeso un Gad Lerner che cinguetta disperato: “ Vedo una vera, grande, bella comunità in piazza San Giovanni, ma vedo anche sul palco un uomo che sta recitando”.

Gli esteri. La BBC ritiene i mercati molto preoccupati dall’instabilità politica italiana, il New York Times intitola l’articolo di copertina “Who can save Italy?” con la foto di Grillo, con la bocca spalancata ovviamente, descrivendo anche qui la fragilità del paese. La Germania invece si concentra su Berlusconi intitolando un articolo sul Bild «L’Europa trema per il comeback del bunga bunga».
Who Can Save Itay? Lo scopriremo dopo le elezioni.

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Noemi Debbi

Informazioni su Noemi Debbi

Nata, cresciuta e pasciuta. Diplomatasi al liceo classico, con tante domande si iscrive a Filosofia per avere risposte. Ottiene in cambio ulteriori domande, così decide di prendere la realtà per il bavero e di ottenerle con la forza. E' iperattiva, si interessa di filosofia del linguaggio, di filosofia politica, e di comunicazione politica. Ama il teatro per essere uno specchio, un passaggio verso un'altra realtà in cui può purificarsi . La frase che meglio la rappresenta è " Nuvole sparse qua e là, bel tempo altrove. Serena, variabile".
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