Colloquio con De Magistris: Rivoluzione civile unica alternativa

Pubblicato il da

Luigi De Magistris

Il dado è tratto, almeno così direbbe Giulio Cesare a chiusura della campagna elettorale, bisogna solo aspettare che arrivi il 26 e finalmente il barcone italiano avrà un capitano al timone. Non vede l’ora che arrivi martedì  anche Luigi De Magistris, sindaco di Napoli e sostenitore del candidato premier Antonio Ingroia, che si è presentato al comune di Savona per un botta e risposta davanti ai suoi elettori.

Com’è andata questa campagna elettorale? 

Innanzi tutto vorrei precisare, come tutti  sapete che  io non sono candidato, fare il sindaco di una città come Napoli è impegnativo, quindi ho cercato di dare una mano, per quello che ho potuto.  Per rispondere alla domanda devo dire che non mi è piaciuta, troppo poco tempo, e il periodo di Febbraio non ha aiutato, troppa televisione, troppo una campagna mediatica; io sono per una campagna in cui ci si guarda negli occhi, com’è stato quella per Napoli, soprattutto per noi che non abbiamo dalla nostra parte i giornali e le televisioni, ma neanche i poteri forti. E’ stato difficile: Rivoluzione Civile  è nato in pochi giorni, Ingroia si è ritrovato catapultato a fare il candidato premier in pochi giorni. E’ una lista che trovo molto bella, nonostante ci siano delle cose che non approvo, e delle quali non ho avuto remore a parlarne con Ingroia stesso. Le rivoluzione hanno delle tappe, io considero una rivoluzione l’elezione di alcuni sindaci, una rivoluzione la vittoria di alcuni referendum importanti,  una rivoluzione portare tra pochi giorni degli umili partigiani della Costituzione. La rivoluzione terminerà quando noi riusciremo a liberare questo Paese e tornare ad essere normali, perché qui siamo arrivati a dei punti incredibili: chi difende la Costituzione e i suoi principi, anche i più elementari, è considerato un rivoluzionario. Cito Domenico  Starnone, scrittore napoletano, che ha detto che l’Italia è diventato il Paese della normale devianza : i normali sono considerati deviati, i deviati invece sono normali e vanno nel Parlamento: un Paese che deve cambiare attraverso la Rivoluzione Civile.

Napoli: l’inceneritore si fa, non si fa? E i rifiuti ci sono ancora, o li ha tolti Berlusconi?

Vorrei fare una premessa, soprattutto per chi non è di Napoli e non può sapere com’era la situazione. Io sono diventato sindaco con questa fotografia: 2500 tonnellate di rifiuti al giorno durante la mia campagna elettorale: siamo andati al comune e abbiamo trovato dopo 20anni di centrosinistra, non c’era Berlusconi lì, circa un miliardo e mezzo di debiti e 800000 euro di disavanzo. Io governo senza soldi; in più con Monti e Berlusconi ho ricevuto tagli per 500000 euro. I rifiuti non li abbiamo mangiati, ma sono fiero di dire che dopo un mese di governo non esisteva più l’emergenza rifiuti e questo è stato fatto da un’amministrazione pubblica: ormai si è radicata l’idea che per risolvere i problemi ci sia bisogno di privatizzare, ma non è così, Napoli è l’unica città assieme a Parigi ad avere l’acqua pubblica. Finchèé sarò sindaco non ci saranno nuovi inceneritori, né nuove discariche, questa è una sfida che si vince governando, non come chi fa promesse senza essere al comando.

Cosa ne pensa della raccolta di soldi attraverso la sempre più diffusa speculazione edilizia, che poi porta il grosso problema delle infiltrazioni mafiose? 

Conoscete sicuramente il film di Totò dove cerca di vendere la fontana di Trevi (Totòtruffa 62 ndr) ad un americano; a me è capitato seriamente, più di una persona si è presentata a me offrendosi di comprare i gioielli di Napoli. E’ un fatto incredibile, che in un momento di crisi coloro che vi ci hanno fatto entrare , oggi pongano come rimedio le privatizzazioni selvagge, come proponeva il governo tecnico di Monti; riflettendoci: se privatizzi per far cassa, oggi chi ha la liquidità per comperare? Le mafie e questo vale per tutte le città: Napoli, Taranto, Milano. I poteri forti ne sono consapevoli. Io sono molto preoccupato per come affrontare una crisi economica che pur è in una fase senile: io penso che la crisi la si affronti nel modo opposto a quello delle politiche imperiste del mito del consumismo universale, cioè alcuni pensano che l’economia si rimetta in modo realizzando la TAV, il ponte sullo stretto, facendo gli inceneritori, ma poi abbiamo i servizi primari che cadono a pezzi (scuole, uffici, strade). Io credo che l’economia si rimetta in moto esattamente al  contrario, valorizzando l’importanza dell’identità delle nostre tradizioni, attraverso la potenza della cultura e dalla spinta dei giovani. In questi 20 anni di berlusconismo è penetrato nell’Italia il devastante modello dell’avere piuttosto che dell’essere: conta ciò che possiedi, piuttosto che ciò che la persona che sei. Più ti omologhi, più conti. Non conta più la storia della persona, chi è, se ha teso o meno una mano ad un povero. Si è ciò che si ostenta.

Cosa ha fatto a Napoli per combattere la criminalità? 

Sono convinto che il tema della sicurezza nelle nostre città sia di vitale importanza, ma non credo che una militarizzazione delle cittadine ottenga dei risultati. L’ho constatato a Napoli: nel momento in cui il cittadino si riappropria degli spazi pubblici la criminalità viene sconfitta. La mafia vuole che si resti in casa, perché apprezza l’omertà, la paura, se si è assieme non può colpire. Questo può avvenire attraverso la riappropriazione del territorio, non serve la sfiducia.
Io temo che in un momento così drammatico le mafie possano riacquistare il loro consenso sociale, diventa facile andare da un imprenditore in difficoltà per offrirgli un prestito e continuare la propria attività, per farlo sopravvivere; questo vuol dire perdere gli sforzi fatti fino ad ora, io invece lancerei una sfida: momenti di crisi si trasformino in opportunità, che si creda in una trasformazione morale.

Lavoro, salute e diritti: qual è la scelta da fare?

E’ insopportabile dover scegliere tra lavoro e salute, due diritti che vengono sanciti dagli articoli 1(L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione) e 32 (La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti) Costituzione. Ho sentito dire da Marchionne, amministratore delegato della Fiat: “per salvare la fabbrica io vi prometto degli investimenti, ma dovrete rinunciare a dei diritti.” Questo è intollerabile.

Cosa ne pensa del governo Monti?

Appena salito al governo mi è puzzato subito di massoneria. Io premetto che sono un appassionato di economia, l’ho studiata per diletto: non credo che Monti sia mai stato un liberale, quanto piuttosto un liberista, altrimenti non avrebbe agito in alcuni modi. Innanzi, se fossi un liberale non avresti tutto questo rigore estremo verso i territori, i comuni e le fasce più deboli, poi abbatteresti il costo del lavoro, ma soprattutto se sei un liberale vero non permetti, come Berlusconi, Monti e Bersani, ai capitali scudati di rientrare con solo un’aliquota appena del 4%. E’ terribile poi la modifica all’articolo 81 della nostra Costituzione, passato sotto silenzio dai giornali, o meglio sotto il clamore di tutti i giornali e telegiornali che gridavano alla tutela dell’articolo 18. L’articolo 81 recitava: “Le camere approvano ogni anno i bilanci ed il rendiconto consuntivo presentati dal governo. L’esercizio provvisorio del bilancio non può essere concesso se non per legge e per periodi non superiori complessivamente a quattro mesi. Con la legge di approvazione del bilancio non si possono stabilire nuovi tributi e nuove spese. Ogni altra legge che importi nuove o maggiori spese deve indicare i mezzi per farvi fronte”. Con la modifica si fa diventare legge la regola del pareggio di bilancio, il che vuol dire che si abbatte il wellfare.

Perché si deve andare a votare e soprattutto serve il cosidetto “voto utile”? E perché votare Rivoluzione Civile?

Questa storia del voto utile è insopportabile! Io che amo la Costituzione ricordo l’articolo 48 che dice che il voto è segreto e vanno rispettati tutti i tipi di voto (Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. II comma). Lo trovo estremamente insopportabile da chi dice “chi non vota noi, fa vincere Berlusconi” e poi ha governato per 2 anni assieme a lui. Perché votare per Rivoluzione Civile che, lo dico con l’onestà intelletuale che mi caratterizza, è stata creata da poco tempo e nonostante molte cose positive vi tovo ancora delle pecche? Credo che sia l’unica proposta alternativa a quel sistema  che fino ad oggi ci ha governato. L’esperimento di questo anno e mezzo, Monti, Berlusconi, Bersani, Casini, Fini e quant’altro, non è un esperimento casuale. Ci hanno fatto credere che Berlusconi sia stato tolto da una rivolta popolare, in realtà è stato mandato via dai poteri forti, che non si fidavano più e non si sentivano più protetti; vi hanno posto un uomo credibile a livello internazionale per continuare le politiche liberiste del governo Berlusconi, il quale non era andato via, tant’è che ce lo ritroviamo qua a prendere in giro gli italiani: in pratica uscito dalla porta è rientrato dalla finestra.
Questo sistema di poteri ha paura, dei referendum sull’acqua, della classe operaia, dei giovani contro la Gelmini e quando il potere ha paura, i politici tendono a stare assieme. Rivoluzione Civile è di fatto un voto utile, inannzi tutto per scongiurare l’alleanza certa tra Bersani, Vendola e Monti, anche perché io sarei felice di avere in Parlamento i partigiani della Costituzione, e che abbiano la competenza per parlare. Non è sufficiente la rabbia dell’indignazione, perché diventerebbe incontrollabile, ma serve energia positiva per l’iniziativa politica. In Italia c’è voglia di politca, ma bisogna evitare che la rabbia diventi come in Grecia, qualcosa di estremamente pericoloso.

Da martedì 25, cosa succede a Rivoluzione Civile e ai partiti che lo compongono?

Sono convinto di una cosa, noi e lo intendo come idee, siamo maggioranza dell’Italia ma siamo molto disorganizzati. Dobbiamo organizzarci, perché altrimenti si rischia di perdersi. Io ho fiducia nel Movimento Arancione, ma soprattutto credo che i partiti siano in difficoltà e che debbano trovare nuove forme di associazione politica. Non credo nella loro capacità di autorigenerarsi.
Non bisogna più affidarsi alle singole persone, certo sul manifesto c’è scritto Ingroia per dare un volto a chi si voterà, ma dietro a quel simbolo non c’è soltanto lui, ma un intero movimento.

ipse dixit

Alfano parla di carcere per chi sceglie l’utero in affitto. Ma il ministro lo sa che in Italia questa pratica è già vietata dalla legge 40? continua

Monica Cirinnà, relatrice del ddl sulle unioni civili
21 aprile 2015 | Giovedì 23 aprile – ore 18,00 Libreria Ibs Via Nazionale, 254 – Roma Presentazione del libro “Il Creasogni” di Simone...