I segreti di Ruzzle, l’app tormentone dell’anno

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Ruzzle è l’App tormentone di quest’anno. Da piacevole passatempo a ‘calamita’ irresistibile, capace di tenere incollati allo smartphone sempre più italiani. L’obiettivo del gioco, è quello di comporre entro due minuti più parole in italiano di senso compiuto, trascinando il dito sullo schermo del dispositivo mobile sul quale si sta giocando. Per giocarci bisogna conoscere la lingua italiana, fare buon uso dei moltiplicatori di punti e naturalmente essere veloci. Sono previste tre manche, a turni alterni, sfidando un amico o un giocatore a caso sul web. Sul sito ufficiale www.ruzzle-game.com c’è la classifica dei 10 più bravi, Paese per Paese. Questa app è stata inventata da  Mag Interactive, un gruppo fondato nel 2010 a Stoccolma, in Svezia.

Finora il gioco è stato scaricato da oltre 11 milioni di persone in 100 Paesi nel mondo e l’app su Facebook ha più di 5 milioni di utenti unici mensili, e sembra che questo numero stia vorticosamente aumentando secondo il sito http://tech.fanpage.it/ruzzle-il-gioco-che-fa-impazzire-il-mondo-intervista-esclusiva-agli-sviluppatori-di-mag-interactive/.

Ma a cosa è dovuta questa Ruzzle-mania? Su Panorama sono stati elencati i 10 motivi per cui questo gioco riesce ad attirare milioni di persone. Innanzi tutto Ruzzle è gratuito, si scarica gratuitamente sia in app store che in google play; è semplice, non ci sono istruzioni da leggere per giocare; è touch, concepito solo per i touch screen; è veloce e infine è social, tanto è vero che l’interazione, è il punto forte di questo gioco infatti non si gioca contro un computer, ma si possono sfidare i propri amici di Facebook, i follower di Twitter, o un giocatore pescato a caso fra le migliaia di appassionati del gioco. E dopo aver giocato ovviamente se ne condividono i risultati online.

Ruzzle però, come è stato scritto può creare dipendenza. Il giocatore compulsivo, rischia infatti di dissociarsi dalla realtà anche per delle ore, e questo fatto sta iniziando a preoccupare anche i medici. Molti giocatori hanno fatto le ore piccole senza rendersene conto, proprio perchè quando si gioca si stacca totalmente dalla realtà, e si è completamente assorti.

Federico Tonioni infatti, direttore del Centro per le psicopatologie da web del Pollicino Gemelli di Roma, ci mette in guardia: “Ad aprire le porte all’atteggiamento compulsivo è il meccanismo dissociativo attivato dal videogame. Il passaggio da semplice gioco a dannosa dipendenza è facilitato dalla possibilità di giocare più partite nello stesso momento”. “L’uso moderato è positivo, ma il problema sta proprio lì, in quella misura della moderazione, perché Ruzzle è tazzina senza fondo, è caffeina elettronica di cui si comprende l’abuso quando di notte la testa tocca il cuscino e quelle sedici letterine diventano graffiti colorati sul muro grigio del cervello che, intorpidito ma pur vigile, invano cerca il sonno tra 426 possibili ‘COMBINAZIONI’ (AZIONI-COMBINA-CAMBI-CAMBIO-AMBI…… )”.

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