Matrimoni gay: la situazione nel mondo

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Il 5 Febbraio è stata approvata dalla camera britannica la legge che autorizza i matrimoni tra persone dello stesso sesso. Il provvedimento, che propone di legalizzare le nozze gay a partire dal 2014, è stato acconsentito con 400 voti a favore e 175 contrari. 

L’approvazione dei matrimoni gay ha portato però a delle conseguenze: A Mosca, è stata varata la discussa “legge anti-Magnitsky“, che vieta le adozioni da parte degli Stati Uniti. Inoltre la Duma, (la ‘camera bassa’ del Parlamento russo), ha approvato un progetto di legge che vieta la “propaganda” dell’omosessualità tra i minori, già in vigore a livello locale in diverse regioni. Il documento propone emendamenti al Codice amministrativo, in base al quale i cittadini possono essere multati da 4.000 (100 euro) a 5.000 rubli (125 euro) per la promozione dell’omosessualità in pubblico. Nel 34 era stato imposto da Stalin l’art. 121, che prevedeva 5 anni di carcere per il reato di omosessualità. Nonostante questa legge fu abolita nel 93,  è evidente come in Russia sia presente ancora una forte opposizione.

I paesi che considerano l’omosessualità un reato, sono 78, soprattutto in Africa e in Medio Oriente, in cui l’omosessualità costituisce ancora un reato punibile con il carcere, e in alcuni casi con la pena di morte; mentre i paesi in cui i matrimoni gay sono legali, sono solamente 11. L’Economist ha pubblicato un grafico che mostra la distribuzione di questi 11 paesi.

Allo stato attuale, una coppia di omosessuali può accedere all’istituto del matrimonio nei Paesi Bassi, in Belgio, in Spagna, in Portogallo, in Canada, in Sudafrica, in Svezia, in Norvegia, in Danimarca, in Islanda, in Argentina, in Messico (solo nella capitale) e in nove stati USA: Massachusetts, Connecticut, Iowa, Vermont, New Hampshire, New York, Washington, Maine, Maryland, e nel distretto di Washington (in California è correntemente sospesa).

In Europa il primo paese ad approvare il matrimonio gay fu l’ Olanda nel 2000.  In Spagna invece, Josè Zapatero presidente del governo spagnolo dal 17 aprile 2004 al dicembre 2011, ha introdotto una riforma che ha allargato l’accesso al matrimonio anche alle coppie omosessuali, garantendo così anche agli omosessuali gli stessi diritti riservati alle coppie eterosessuali, tra cui quello di adottare figli. Lo stesso diritto di adozione è stato poi allargato anche alle coppie di fatto.

In America, riguardo il tema dell’adozione e della crescita dei figli invece, è importante ricordare la lettera pubblica che una bambina di 10 anni, figlia di una coppia di papà gay, indirizzò al Presidente Obama per ringraziarlo del sostegno accordato alle unioni tra persone dello stesso sesso e per chiedere consiglio su come affrontare i pregiudizi e le offese dei coetanei. Alla bambina Obama rispondeva “In America non esistono due famiglie che siano uguali. Noi celebriamo questa diversità”.

In Cina invece, i gay non sono considerati illegali ma neanche “legali”. Per lo stupro omosessuale sono previsti solo 15 giorni di detenzione e solo nel 2001 l’omosessualità è stata rimossa dai disordini mentali.

In Italia il tema del riconoscimento e della legalizzazione delle unioni omosessuali, è argomento che a intervalli regolari torna a interessare i media e la politica. Se le parti in conflitto restano tendenzialmente le medesime, è sul piano dell’opinione pubblica che un cambiamento sembra effettivamente in atto. Un rapporto Istat pubblicato lo scorso maggio, ci racconta che la maggioranza degli intervistati (62,8%) ritiene “giusto che una coppia di omosessuali che convive abbia per legge gli stessi diritti di una coppia sposata”.

In Italia però, esistono anche reti clandestine cattoliche, preti psicologi, che fanno terapie forzate ai gay. E’ quanto è stato affermato su Gay.tv  in cui viene spiegato il percorso “curativo” per gli omosessuali, passo dopo passo, come se potessero cambiare da un momento all’altro.

Concludendo, Ivan Scalfarotto Vice Presidente del Pd e candidato alla Camera dei deputati in Puglia, in risposta all’approvazione da parte della Francia avvenuta il 2 Febbraio, ha affermato: “Non sono stupito che il presidente Hollande abbia tenuto fede al suo impegno elettorale. La notizia vera è invece come ancora l’Italia, culla del diritto e fondatrice dell’Unione Europea, sia ancora nella situazione di fanalino di coda del consesso dei paesi avanzati. L’impegno della coalizione di centrosinistra e del suo leader Bersani di istituire una legge che equipari le coppie gay e lesbiche a quelle eterosessuali sarà un passo fondamentale nella giusta direzione. Tuttavia l’Italia, io credo, non ha nulla da invidiare alla Francia, alla Spagna o allo Stato di New York in termini di civiltà e apertura”. “Per questo – ha concluso il Vice Presidente del Pd – continuerò a lavorare per il matrimonio egualitario fino a quando l’obiettivo dell’uguaglianza piena tra i cittadini non sarà stato raggiunto”.

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