Papa Benedetto XVI abdica: “Non ho le forze”. Le reazioni

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Papa Benedetto XVI

Papa Benedetto XVI, al secolo Joseph Ratzinger, si dimette (o più correttamente abdica) per “mancanza di forze”. L’annuncio è avvenuto davanti al Concistoro per la canonizzazione dei martiri di Otranto; Papa Ratzinger spiega di non essere più in grado di sostenere il peso impostogli dalla propria carica: “Nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di san Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato”.

“Un fulmine a ciel sereno”, queste le parole del decano del collegio cardinalizio, cardinal Angelo Sodano, eppure la notizia della possibile rinuncia alla carica da parte di Benedetto XVI era trapelata già nel 2011, quando alcune testate italiane avevano azzardato l’ipotesi. Profetiche furono, in quegli anni, le parole di  monsignor Bettazzi: “Benedetto XVI è molto stanco basta vederlo, è un uno abituato agli studi, non a un ruolo pubblico. E di fronte ai problemi che ci sono, forse anche di fronte alle tensioni che ci sono all’interno della Curia, potrebbe pensare che di queste cose se ne occuperà il nuovo Papa”.

Canone 332 del Codice di diritto canonico. “Nel caso che il Romano Pontefice rinunci al suo ufficio, si richiede per la validità che la rinuncia sia fatta liberamente e che venga debitamente manifestata, non si richiede invece che qualcuno la accetti.” E’ a questo comma a cui il Papa si è appellato e al quale sono ricorsi in precedenza solo pochi altri pontefici: Celestino V, papa di dantesca memoria; Paolo VI, stremato dalla malattia, stava prendendo in considerazione questa possibilità; Pio XII, minacciato di deportazione dai nazisti, scrisse una lettera di dimissione da rendere pubblica in caso di arresto, in modo che Hitler non avesse in mano nient’altro che il Cardinal Pacelli.

La politica. Oggi anche i politici si sono sorpresi dalla notizia e non tardano a far sentire le proprie voci. Napolitano rende omaggio a questo gesto, con cui il Papa ha dimostrato un profondo coraggio; Monti: “Sono molto scosso da questa notizia inattesa. Non sono davvero in grado di commentare su un tema così importante e profondo e prima ancora di avere conoscenza dei fatti”. Bersani: “È una notizia di portata storica due volte, primo è rarissima come decisione e, secondo, viene fatta da un Papa che non la prende certo per debolezza. È un grande teologo che ha messo la teologia al servizio della Chiesa […] che ha chiaro come nessun altro il profilo teologico e storico di una scelta di questo genere”. Dall’estero arriva la voce di Hollande, presidente francese, che la reputa una rispettabile scelta fatta in coscienza umana.

E ora? “Il Papa ha annunciato che rinuncerà al suo ministero alle 20.00 del 28 febbraio. Comincerà allora il periodo di ‘sede vacante‘ (quando tra la morte o le dimissioni di un pontefice e l’elezione del suo successore, il trono di San Pietro resta vuoto)”, ha precisato padre Federico Lombardi: da quel momento passeranno dai 15 ai 22 giorni prima che il conclave si riunisca per eleggere il nuovo Vicario di Cristo. Che il toto-successore abbia inizio!

Il Papa si dimette e twitter impazzisce. E’ consuetudine che le notizie più rilevanti passino attraverso il setaccio di internet, connotandosi di una forte vena ironica; non di meno può essere la sconvolgente notizia lanciata dal Papa, accolta dal giovane popolo di internet con un sorriso sulle labbra e una critica sulla punta delle dita “Ansa: il papa lascia il pontificato. Dirottare subito Berlusconi sul Vaticano”.

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