Gioco d’azzardo: aumentano casi patologici

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Il gioco d’azzardo è un fenomeno in forte espansione. Il fattoquotidiano.it ha constatato che nel corso del 2011, le entrate totali sul gioco d’azzardo hanno consentito allo Stato italiano di incassare 13,7 miliardi di euro con una crescita di oltre 1 miliardo di euro rispetto all’anno precedente che vale, in termini percentuali, un significativo +8,4%.

Come si è esteso tale mercato? La Porzione.it afferma che l’espansione del mercato, è stata resa possibile grazie a una riduzione progressiva della tassazione sui giochi, specie su quelli on-line: dal 2004 al 2012 la raccolta del comparto giochi è aumentata del 220%.

Il gioco d’azzardo però, ha creato a molte persone una vera e propria dipendenza. Il gioco d’azzardo patologico è una delle prime forme di “dipendenza senza droga” (ludopatia) studiate, che ha ben presto attratto l’interesse della psicologia e della psichiatria, ma anche dei mezzi di comunicazione di massa, degli scrittori e dei registi, al punto che si continua spesso a riparlarne in relazione alle sue conseguenze piuttosto serie sulla salute, ed in particolare sull’equilibrio mentale che questo tipo di problema è in grado di produrre. Con questa dipendenza il vero senso del gioco, viene completamente ribaltato per trasformare la cosiddetta “oasi della gioia” in una “gabbia del Sé”, o in termini Weberiani, una “gabbia d’acciaio”, fatta di schiavitù, ossessione, ripetitività.

Negli ultimi anni tale attività ha coinvolto quote sempre più ampie della popolazione. Il gioco d’azzardo patologico, si configura come un problema caratterizzato da una graduale perdita della capacità, di autolimitare il proprio comportamento di gioco, che finisce per assorbire, direttamente o indirettamente, sempre più tempo quotidiano, creando problemi secondari gravi che coinvolgono diverse aree della vita. Secondo una ricerca dell’istituto Eurispes, circa 700 mila italiani sono dipendenti dal gioco d’azzardo.

Un articolo dell’agenzia di stampa britannica Reuters, spiega come l’Italia sia il più grande mercato del gioco d’azzardo in Europa, e uno dei più grandi al mondo e afferma che la “liberalizzazione controllata” dei giochi online avviata nel 2011, in realtà non è stata una scelta che ha portato a significativi vantaggi,  più che altro sono aumentati i casi di patologie dovute alla dipendenza del gioco.

L’associazione Difesa dei consumatori, ha notato che le donne hanno più problemi con giochi come il Lotto e il Gratta e Vinci, gli uomini con slot machine e videopoker. Ma la diffusione del gioco online tocca anche le fasce più giovani.

Secondo i dati registrati da 777.com, ogni mese circa 165.000 italiani ricercano il termine “gambling” (gioco d’azzardo), sui motori di ricerca. Una cifra notevole, ma altre sono ancora più elevate: la parola “Casinò” è stata ricercata 673.000 volte e, in cima alla lista, c’è l’espressione “giochi online”, con oltre 3.300.000 ricerche al mese.

L’Italia si attesta ancora una volta quindi, tra i Paesi più appassionati per il gioco d’azzardo. Questa passione si riflette anche negli sviluppi tecnici del settore, ora quasi interamente finalizzati alle piattaforme online.

Tra i giochi più richiesti ci sono quelli più conosciuti e popolari anche nei casinò reali. Il Blackjack si trova al terzo posto con 74.000 ricerche in rete, preceduto dalle slot machine, che totalizzano 165.000 ricerche al mese. Al primo posto, distanziando nettamente ogni altro gioco da casinò, (più di 823.000 ricerche ogni mese), c’è la roulette.

Il gioco d’azzardo infine, contagia anche gli anziani, anche se il professor William von Hippel della Scuola universitaria di Psicologia, afferma che “Alcuni anziani hanno difficoltà ad auto controllarsi quando giocano, a causa di una perdita del funzionamento nel lobo frontale. Questi risultati dimostrano che l’aumento del gioco d’azzardo tra gli anziani potrebbe non sempre essere una questione di scelta personale”.

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