Borgonovo, un gol contro la Sla

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Si è svolta a Roma una serata di beneficenza in onore della Fondazione Stefano Borgonovo Onlus, che dal 2008 si occupa di assistere i malati SLA. Arte e calcio si sono uniti, in un connubio vincente, per dar lotta alla Sclerosi Laterale Amiotrofica: cicerone della serata è stato Giandomenico Anellino, chitarrista, arrangiatore, e direttore d’orchestra dei più grandi artisti della musica pop italiana.

La malattia. La SLA, conosciuta anche come malattia di Charcot, è una rarissima forma di degenerazione progressiva del sistema nervoso, che colpisce i neuroni motori; queste cellule nervose trasmettono i comandi per il movimento dal cervello ai muscoli e quando, per il progredire della malattia, non sono più in grado di inviare i propri comandi, i muscoli volontari vanno incontro ad una progressiva atrofia e paralisi. E’ una malattia drammatica che distrugge ogni distretto muscolare, rendendo il malato incapace di compiere qualsiasi atto di vita comune, perfino respirare, lasciandolo, però consapevole della propria degenerazione. Ha un profondo impatto emotivo e psicologico, sia sul paziente stesso, sia sulla famiglia.

SLA e calcio. L’incidenza di questa malattia sui calciatori è di 24 volte di più rispetto alle persone comuni. Perchè? Le ipotesi sono molte, ma nessuna è definitiva, nessuna è la risposta corretta. C’è chi parla di neurotrauma, causato dai continui colpi di testa dati al pallone, chi dà la colpa alla superattività, che produrrebbe reazioni spropositate dei radicali liberi con l’ossigeno, chi punta il dito contro la genetica: «Tutte le ipotesi si equivalgono – ha dichiarato Vanacore epidemiologo all’Istituto Superiore di Sanità  – dai microtraumi al doping, dai pesticidi sul campo all’uso di antinfiammatori. Noi stiamo seguendo la pista degli integratori alimentari, ma ci vorrà del tempo. Si dovrebbero investire soldi sulla ricerca scientifica».

Stefano Borgonovo. Un uomo imprescindibile dal suo ruolo di attaccante. Attaccante nel mondo del calcio (ha giocato nel Como, nella Fiorentina, nel Milan, per poi passare nell’Udinese, Pescara e Brescia), ma anche nella vita e nella malattia. Colpito nel 2005 dalla SLA, la “stronza” come la definisce lui stesso, ancora oggi combatte per sé, per la sua famiglia e per quanti sono nelle sue stesse condizioni. E’ l’esempio, una testimonianza forte, che con la sua stessa vita grida e dimostra al mondo che la forza di volontà farà sempre goal. “Mi arrampicavo verso il cielo, ma non ci arrivavo mai. Travolto da un improvviso bisogno di luce, cercavo l’aria che mi mancava. Persa, sparita, scappata via senza preavviso. Arrancavo. Abbandonato dal mio stesso respiro in mezzo a questa maledetta scalata, ignota come la destinazione. È scattato un allarme silenzioso, mi stavano rubando il corpo. Per la prima volta. La bestia era entrata dentro di me, affamata dei miei polmoni, però nessuno l’aveva vista. (Stefano Borgonovo – incipit ‘Attaccante nato’)”.

La fondazione Stefano Borgonovo Onlus. Nasce nel 2008, in seguito all’annuncio ai media della malattia. E’ la voglia di fare qualcosa di concreto, la voglia di combattere, a far imbarcare Borgonovo e la sua famiglia in questa nuova ‘avventura’. Primo obiettivo è aiutare le famiglie dei malati, perchè questa è una malattia che colpisce anche loro, emotivamente, psicologicamente, ma anche materialmente. E’ un impegno mentalmente e fisicamente estenuante; la difficoltà di ritrovarsi una nuova vita da gestire, veder sgretolare la vita del proprio caro. Chi può dirsi pronto?

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