Scelta civica: il simbolo e l’Agenda Monti come programma

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Il simbolo di Scelta civica

Una Scelta civica con la garanzia di un nome affidabile. Mario Monti ha scelto il basso profilo comunicativo per la sua «salita in politica». Una denominazione che evita anche la collocazione in una precisa area e un simbolo sobrio e austero in linea con l’immagine pubblica del suo candidato. Il Professore punta anzi sulla volontà di porsi come una sorta di “lista civica nazionale”, nella speranza di intercettare consensi trasversali come spesso accade per le liste civiche nelle elezioni Amministrative. In tale strategia rientra anche l’affermazione: «Il centro non esiste».

Il presidente del Consiglio non vuole farsi recintare nel perimetro dei moderati: perciò ha avviato la personale crociata contro l’abbattimento della dicotomia destra-sinistra. Infatti al terzo rigo della presentazione del progetto si legge: «Gli steccati ideologici che hanno ingabbiato il Paese sono caduti: il confronto non è più tra destra e sinistra, ma tra conservazione e modernità».

A tutto campo. Silvio Berlusconi aveva usato la metafora calcistica della discesa in campo per spiegare l’impegno in politica, Mario Monti ha optato per un ragionamento più raffinato, di matrice accademica, che dà il senso dell’ascensione verso una responsabilità nobile. Uno dei pensieri principali veicolati nella campagna elettorale è proprio la riqualificazione del concetto di politica. Per usare un’espressione sportiva, non proprio cucita a misura del Professore, l’ex rettore della Bocconi vuole giocare a “tutto campo” la sua partita, provando a conquistare voti dai delusi di destra e sinistra.

Slogan e Agenda. Lo slogan principale è “L’Italia che sale”. Una frase che riprende il concetto di “salita in politica” applicato all’intero Paese. Il fulcro programmatico della Scelta civica è l’Agenda Monti, su cui c’è stata la convergenza di vari partiti. La spinta propulsiva vuole giungere dal nome del Professore che si fa garante della “serietà” impegnata in politica contro i “soliti” partiti. Anche se nella sua coalizione non ci sono solo esponenti alla prima candidatura.

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