Rivoluzione civile: slogan, manifesti e programma

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Il nome è la sintesi del programma: Rivoluzione civile. La lista guidata da Antonio Ingroia si propone come la “vera novità” delle elezioni Politiche 2013. In un panorama affollato di aspiranti volti nuovi, il magistrato parte però da un forte elemento identitario, radicato nel passato: nel simbolo è raffigurato il Quarto Stato. Il messaggio è chiaro: il progetto parte da sinistra, a difesa della classi disagiate, per intercettare un consenso trasversale tra gli elettori sfiduciati dalla politica. Il “voto di protesta”, sinora appannaggio del Movimento 5 Stelle, vede un altro soggetto in cui potersi riconoscere.

Colori e slogan. Il logo è molto semplice: lo sfondo arancione richiama il colore del Movimento lanciato da Luigi de Magistris nei mesi scorsi. L’aspetto che risalta è in realtà il nome del candidato alla presidenza del Consiglio: Ingroia. La scelta è di puntare molto sul nome di un magistrato che gode di grande stima, grazie al suo attivismo sulla trattativa Stato-mafia. Una personalizzazione evidente. Il rosso con cui è stilizzato il “Quarto Stato” sembra più una necessità visiva che un indirizzo di comunicazione. La semplicità contraddistingue anche lo slogan scelto. Un sintetico “Vinciamo”, accompagnato dal volto del magistrato. Più dinamici i banner “polemici” sul voto futile e sull’uso (improprio, vista la diffida dell’editore Bonelli) di personaggi dei fumetti.

Programma. Sul sito rivoluzionecivile.it manca un programma dettagliato, ma la base è rappresentata dal manifesto “Io ci sto” con cui Ingroia ha lanciato il proprio impegno politico. Il primo dei 10 punti parla di «legalità e solidarietà come cemento del Paese». L’elenco prosegue marcando una chiara identità civica e progressista, molto simile alla visione di Grillo ma che a differenza dell’ex comico propone personaggi molto noti della società civile, a partire dal giornalista Sandro Ruotolo.

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