Open: Agassi “a tutto campo” contro il tennis

Pubblicato il da

La copertina del libro

La storia in soggettiva di un personaggio raccontato dai media secondo i soliti cliché. L’autobiografia Open di Andre Agassi è il viaggio in una carriera ricca di soddisfazioni, ma caratterizzata anche da alti e bassi.

Il tennista ribelle, raffigurato con chioma fluente e completini sgargianti, è in realtà un giovane costretto a indossare il parrucchino e che affronta con insicurezza le luci della ribalta. Il racconto scivola via con sincerità tra parentesi personali inserite nelle ascese (e nelle cadute) sportive. La grossa differenza tra la raffigurazione mediatica e la sensazione personale del campione è uno dei tratti conduttori del libro. Ed è piacevole leggere come una “star” viva la sua immagine proiettata in pubblico.

Odiare. Il suo mantra “Odio il tennis” è sbeffeggiato finanche dalle persone che gli sono più vicine. Agassi sviscera con estrema sincerità il rapporto con la disciplina che lo ha reso famoso e ricco. La sua terribile sensazione è di non sapere cosa sarebbe stata la sua vita senza il tennis. Non riesce neanche a immaginare una possibile alternativa, perché il padre, austero e rigoroso, gli mette una racchetta in mano sin da bambino. E il talento del piccolo Andre spinge sempre più il genitore a un comportamento severo con ore di estenuanti allenamenti, che culminano nel trasferimento alla Bollettieri Academy.

La storia. La carriera è quella di un talento complesso, che come dice il suo preparatore Gil ha bisogno di “ispirazione”. Andre Agassi non cede alla ‘meccanica’ del gioco: dà il meglio solo quando trova il quid, trasformandosi in un’artista della racchetta. Da leggenda sono le descrizione delle sfide con l’arcirivale Boris Becker. Il risultato è un’autobiografia capace di emozionare, nonostante qualche concessione al buonismo.

Questo articolo è stato pubblicato in Libri e contrassegnato come , , , , da Stefano Iannaccone . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Aggiornato alle ore 11:01
Stefano Iannaccone

Informazioni su Stefano Iannaccone

E’ nato pessimista nell’81, ma non si sa ancora bene di quale Secolo. Al momento dimostra circa 150 anni, qualcuno in meno dell’Italia unita. Gli altri dicono che sia giornalista, lui non lo sa ma continua a scrivere. Tra un raffreddore e l’altro ha pubblicato un romanzo intitolato ‘Andrà tutto bene’. Il suo amore si chiama Sfera pubblica. Twitter: @SteI
ipse dixit

Alfano parla di carcere per chi sceglie l’utero in affitto. Ma il ministro lo sa che in Italia questa pratica è già vietata dalla legge 40? continua

Monica Cirinnà, relatrice del ddl sulle unioni civili
21 aprile 2015 | Giovedì 23 aprile – ore 18,00 Libreria Ibs Via Nazionale, 254 – Roma Presentazione del libro “Il Creasogni” di Simone...