Berlusconi da Santoro, l’Imprenditore e il Giornalista contro il Professore

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Mario Monti è stato il convitato di pietra alla puntata di ieri di ‘Servizio Pubblico‘. Da un lato Silvio Berlusconi, in campagna elettorale contro il Professore, dall’altro Michele Santoro, conduttore del programma da sempre critico contro il governo tecnico. La trasmissione, al di là dell’ovvio scontro tra il presentatore (su Marco Travaglio ci vorrebbe un capitolo a parte) e l’ex presidente del Consiglio, è stata un concentrato di rimandi polemici nei confronti di Monti. Tanto che in un primo momento, Santoro ha finanche concordato con il leader del Popolo delle libertà, che citava Krugman come modello da assumere in economica contro l’austerità. Nell’ambito della campagna elettorale, dunque, si è registrato un passaggio significativo: il Nemico per Berlusconi non è (solo) l’avanzata comunista, ma l’austerità imposta dall’Europa in economia e incarnata da Mario Monti.

Professore extraterrestre. La comunicazione del Cavaliere, oltre al tradizionale repertorio propagandistico, è stata incentrata sul suo ruolo di imprenditore. Il messaggio è stato reiterato nel corso del programma per marcare la differenza rispetto al Professore che “sta fuori dal mondo”, al sicuro “dietro a una cattedra” e con “lo stipendio assicurato”. La sua strategia è stata di tratteggiare Monti come una sorta di extraterrestre lontano dalla realtà fatta da difficoltà. E Berlusconi da imprenditore ha ribadito di dover affrontare problemi concreti ogni giorno “con le mie aziende”. Una fedele riproposizione dell’uomo “comune”, che come tutti gli altri ha bisogno di far quadrare i conti.

Differenza dai tecnici. Berlusconi ha cercato di smarcarsi dal sostegno al governo tecnico. Un passaggio fondamentale per recuperare i consensi persi a causa delle ripetute fiducia accordate al presidente del Consiglio Monti. Il Cavaliere ha cercato di far affiorare la sofferenza (oltre che i tentativi di modifica) del Pdl per l’approvazione di misure come l’Imu, la cui cancellazione è uno degli elementi fondanti della sua campagna elettorale. Il leader del Pdl, nelle risposte ai giornalisti, ha costruito una narrazione che raccontava di un costante distanziamento dalle decisioni dell’esecutivo. Anche se i fatti evidenziano un quadro diverso rispetto alla rappresentazione fornita dall’ex presidente del Consiglio.

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