Scelta Civica Monti: la strategia del Professore

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Una storia di amore e odio quella tra Berlusconi e Monti. Un Renzo e Lucia che camminano paralleli nei sentieri della politica incontrandosi, scontrandosi. Il Cavaliere un anno fa benedice il governo tecnico; un matrimonio perfetto fino a quando Berlusconi non gli toglie la fiducia e getta i tecnici nelle viscere dell’inferno accusando il professore di essere “l’emissario dell’Europa Germanocentrica” che ha rovinato il belpaese. Ma poi si ravvede, e al summit del Ppe gli propone la leadership dei moderati; ma la vedova Monti non ci sta. Divorzio.

Agenda Monti. “Dobbiamo riformare la pubblica amministrazione per adeguarla alla società globale e dobbiamo costruire lo Stato federale europeo. Si tratta di compiti estremamente impegnativi, pieni di futuro e di speranze e per condurli a termine è necessaria una grande alleanza di forze sociali e politiche che accettino questo programma”. Questo allora aveva detto il Professore in occasione della conferenza stampa di fine anno; conferenza tanto attesa per le ultime confessiones politiche di Monti. E da qui si passa alla prassi: agenda monti, sette punti programmatici. Al centro l’Europa e l’innovazione, programma rivolto soprattutto a segnare una nuova gestione della cosa pubblica e della società con carattere laico e pluralista. Nota più importante: “La nuova formazione politica alla quale stiamo dando vita, adottando l’Agenda Monti come ispirazione per un programma di governo, non intende collocarsi “al centro” tra una destra e una sinistra ormai superate, bensì costituirsi come elemento di spinta per la trasformazione dell’Italia, in contrapposizione alle forze conservatrici, prone ad interessi particolari,  a protezioni corporative  o addirittura dichiaratamente anti-europeiste”, recita un punto del programma.

Le alleanze. Pare che il Professore abbia quasi chiuso la porta a Bersani consigliandogli di “silenziare” le voci più radicali del suo partito; fatto questo forse se ne riparla.L’appoggio al leader del Pd arriva invece inaspettatamente da Renzi che definisce il Monti politico solo “un demagogo”. Della Camusso e di Vendola nemmeno se ne parla: troppo bolscevichi. Bloccato con tanto di lucchetto e nefasti scongiuri il portonedel Pdl che cerca di recuperare consensi attraverso il volto stra-vecchio ma sempre efficace di Berlusconi che non trova niente altro da fare che allearsi per l’ennesima volta con il Carroccio.

Le reazioni. “Tutti i difetti del Pd si scoprono oggi – è la replica di Bersani – Io ribadisco il rispetto ma chiedo rispetto per tutto il Pd. Noi siamo un partito liberale che non chiuderà mai la bocca a nessuno”. La Camusso invece più diretta: “Trovo abbia poche proposte e molte critiche”, dice la leader sindacale.” Vendola invece accusa il professore di essere arrogante e lo paragona a Berlusconi, soprattutto nell’uso dei mass media e delle sue frequenti comparse in tv. “Mario Monti continua a dire bugie con lo stipendio sicuro del senatore a vita”, non si risparmia nemmeno l’ex premier nell’accusa generale al bocconiano. Almeno una volta le fazioni politiche sembrano unite.

A chi Monti guarda con occhi dolci pare molto chiaro. Se si tratta davvero di innovazione e coinvolgimento della società civile come viene scritto nell’agenda c’è qualche dubbio. Nemmeno passa una settimana che già il premier inizia colloqui riservati con l’associazione di Montezemolo e con i centristi di Casini e di Fini, avendo come consiglieri i suoi ministri Riccardi e Passera; poi incontra Ichino emigrante dal Pd alla montiana coalizione centrista; poi i dissidenti del Pdl guidati da Mauro, mentre aumenta il numero dei ministri del suo governo interessati a proseguire con lui l’esperienza iniziata un anno fa. Non manca nemmeno il beneplacito del Vaticano. Insomma: un piatto centrista condito con un pizzico di Ratzinger.

Pare quindi chiara la nuova coalizione, peccato che i sondaggi la danno sfortunatamente al 10, massimo 12% delle preferenze. Ma quella di Monti è una salita o una discesa?

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Noemi Debbi

Informazioni su Noemi Debbi

Nata, cresciuta e pasciuta. Diplomatasi al liceo classico, con tante domande si iscrive a Filosofia per avere risposte. Ottiene in cambio ulteriori domande, così decide di prendere la realtà per il bavero e di ottenerle con la forza. E' iperattiva, si interessa di filosofia del linguaggio, di filosofia politica, e di comunicazione politica. Ama il teatro per essere uno specchio, un passaggio verso un'altra realtà in cui può purificarsi . La frase che meglio la rappresenta è " Nuvole sparse qua e là, bel tempo altrove. Serena, variabile".
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