Traffico di organi: il dramma di un fenomeno globale

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Un mercato illegale in espansione per garantire organi a chi ne ha bisogno. E’ il quadro che emerge dall’analisi del fenomeno. Sfera pubblica ha raccolto dati e allarmi lanciati da più parti.

Ciò che ha reso i trapianti più sicuri, non è stato il miglioramento della tecnica chirurgica, ma un farmaco, la cyclosporina. Il vero problema dei trapianti, infatti, è costituito dalla reazione del sistema immunitario che provoca il rigetto e rischia di uccidere il paziente. Con la scoperta della cylosporina, nel 1984, si era trovato il modo di inibire il sistema immunitario e di rendere quindi i trapianti di reni e di cuore un’operazione quasi sicura, che si è andata diffondendo in tutto il mondo. A fronte di tale diffusione però, la scarsità di organi è diventata evidente, è per questo che in India le telecamere di tutto il mondo, hanno mostrato i numerosi casi in cui i mediatori mettono in contatto i poveri contadini indiani, o abitanti delle baraccopoli, con i malati provenienti dall’ Europa, paesi del Golfo o anche la stessa India.

Secondo il New York Times, gli sconvolgimenti finanziari stanno causando una crescita  sorprendente del mercato nero degli organi. È il caso della Grecia dove persone disperate mettono in vendita su internet parti del loro corpo, in quello che si presenta come un macabro commercio basato sulla disperazione reciproca di chi compra e chi vende. Un imprenditore del Pireo ha confessato ai giornali di aver venduto un rene per 100.000 dollari per non soccombere alla crisi, e un pescatore dell’isola di Rodi ha offerto al miglior offerente lo stesso organo.La piaga del contrabbando di organi interessa principalmente paesi come la Cina, l’India, il Pakistan, il Brasile e le Filippine, dove uomini, donne e bambini vengono utilizzati come pezzi di ricambio da criminali senza scrupoli.

In Kosovo è stato espiantato il cuore a un prigioniero servo di Belgrado senza sottoporlo ad anestesia. In Kosovo il traffico illegale di organi è stato un fenomeno molto diffuso durante il conflitto armato degli anni ’90. A raccontare l’espianto sul prigioniero lo stesso uomo che l’ha eseguito, un guerrigliero indipendentista albanese dell’Esercito di liberazione del Kosovo, Ukc. Gli organi dei prigionieri serbi venivano espiantati in maniera crudele e venduti al mercato nero.

In Europa sono circa sessantamila le persone in attesa di un trapianto, e dieci pazienti al giorno muoiono per mancanza di organi. E’per tale motivo che il terreno per la commercializzazione illegale è fertile. L’incremento sul mercato dei nuovi “donatori” europei pronti a tutto, sta spingendo al ribasso il costo degli organi.

Centomila, settantacinque mila, cinquantamila euro, con queste cifre su alcuni siti internet con dominio russo, si può trovare davvero di tutto: dai reni al midollo osseo, dalle cornee al latte materno.

L’organo più caro è il polmone, il cui valore può arrivare a superare i 300.000 euro. I reni sono invece gli organi per cui è presente maggiore offerta (il 75% degli organi). I dati forniti dalle Nazioni Unite indicano che una percentuale compresa tra il 5 e il 10% dei trapianti di rene eseguiti ogni anno è frutto del traffico di organi.

Il traffico d’organi di bambini esiste anche in Italia. A dare l’allarme è l’ex ministro dell’Interno Roberto Maroni intervenuto all’ assemblea pubblica dell’Unicef a Roma. Nel nostro paese, ha riferito il ministro parlando della situazione dei bambini migranti, ci sono “evidenze di traffici di organi di minori che sono presenti e sono stati rintracciati sul territorio”.Secondo l’ex presidente della Commissione bicamerale Infanzia, Maria Burani Procaccini, “sono almeno 60mila i bambini vittime di traffico d’organi nel mondo, che provengono per lo più dal Brasile, dallo Sri Lanka, dal Congo e dalla Thailandia”.  

Sul web sono stati individuati numerosi annunci riguardo la vendita di organi. Persone che offrono un rene per 35.000 euro per combattere la crisi economica.  La Cina gioca un ruolo fondamentale nella compra vendita degli organi dell’area del Pacifico. È difficile fare una stima esatta della quantità di organi trapiantati in Cina, e quindi del giro di soldi di questo business. Se ci si basa unicamente sulle esecuzioni riportate dalla stampa, ogni anno almeno cinque mila persone sono condannate a morte, ma Amnesty International calcola che siano almeno il doppio. E tutte le esecuzioni hanno luogo con l’aiuto di un medico che “prepara” il condannato per l’espianto.

Durante il mese di aprile del 2011, in oltre, un diciassettenne cinese in preda ad un’insufficienza renale, raccontò alla madre di essersi venduto un rene (pagato 2.500 euro) per potersi comprare un iPhone e un iPad.

Conclusioni. Moltissime persone sono disposte a pagare una grossa somma di denaro pur di avere un organo e potersi, o poter sottoporre, un proprio familiare ad un trapianto. Per ottenere ciò, ci si rivolge sempre più a delle organizzazioni criminali, che attraverso un traffico clandestino riescono a creare un commercio vero e proprio di organi, approfittando della disperazione sia economica che di salute delle persone, soprattutto durante questo periodo di crisi.

  • umar shetty

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