L’anno che verrà – politici e comici non siano più interscambiabili

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Sta arrivano a grandi passi un nuovo anno, scampata la profezia Maya, ci dobbiamo preparare ad un futuro incerto e pieno di punti interrogativi. Qualche certezza l’abbiamo acquisita durante l’ultimo anno, un’Italia più vicina agli standard europei, gli italiani un po’ più poveri e una classe dirigente sempre più trash.

Si avvicina il 2013 e già si prospetta una battaglia elettorale all’insegna della televisione, a colpi di telecomando si sfideranno un Silvio Berlusconi, che sembra tornato ai “fasti” del ’94 ma con più capelli, e un Pier Luigi Bersani rinnovato nella sua compostezza che sa d’antico. E se tra i due litiganti, godesse il terzo? Mario Monti, cacciato a suon di sfiducia, torna alla ribalta avendo l’appoggio del Vaticano, ma non si capisce bene se l’ex premier voglia davvero tornare a governare l’Italia.

C’è da chiedersi cosa sia davvero cambiato e cosa cambierà. Dopo un anno di sacrifici, un anno in cui l’Italia ha cercato di tirar fuori la testa dal fango in cui era invischiata, si torna alle elezioni degli ultimi diciotto anni: Berlusconi contro una sinistra mai compatta.

E’ facile immaginare le dichiarazioni dell’una e dell’altra parte, gli accanimenti, le promesse che non manterranno, l’Europa che punterà il dito e riderà di un circolo vizioso che da troppi anni ha incatenato e ingessato la nostra nazione.

Potesse parlare, cosa chiederebbe l’Italia al 2013? Il realizzarsi di un governo di pari, che gestisca la politica in equità e in accordo ai principi di una bistrattata Costituzione, che insegna come i valori morali possano penetrare e completare la dottrina politica; che i sacrifici di oggi non vengano rasi al suolo dal populismo di domani: la strada è sempre stata in salita, ma si è lavorato per spianare la strada, basterebbe solo stringere i denti, e con altruismo andare avanti, un altro po’.

I sogni purtroppo si scontrano con la realtà, con una mentalità arrivista, che premia il primo e non il migliore, con la voglia di potere, con l’ingordigia, con l’aspirazione individuale; la politica ha inglobato e incamerato queste tendenze, diventando sempre più il terreno per una battaglia tra individualità. Una politica sempre più televisiva, che colpisce a suon di litigate da reality show, una politica fatta di leggerezze e scandali, una soap politica.

La speranza è che il nuovo anno porti via la superficialità, l’ipocrisia e la demagogia che hanno costellato gli ultimi anni della sfera pubblica italiana; che regali un’Italia sempre all’interno di un Europa in espansione; che il ruolo di politico e di comico, non siano più interscambiabili.

ipse dixit

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