Monti, la candidatura delle idee che salgono in politica

Mario Monti

Un programma elettorale online prima della candidatura personale. Nel suo ultimo atto da presidente del Consiglio, Mario Monti ha proposto un impegno politico senza ufficializzare la nascita di una sua lista o comunque di una coalizione a suo sostegno. Una mossa strategica che ha cercato di innovare il sistema politico e comunicativo rispetto al modello conosciuto negli ultimi anni: al posto del personalismo, è stata avanzata una candidatura che si coagula intorno alle idee. Che in gran parte sono in linea con quanto visto nell’ultimo anno.

Salire anziché scendere. Il Professore lancia anche la visione di una politica intesa come una missione “alta”. Nel tweet in cui invita tutti a “spendersi” per l’Italia, ha scritto che bisogna «salire in politica». Una contrapposizione evidente con la celeberrima «discesa in campo» di stampo berlusconiano. Tanto che il leader del Pdl ha definito la cosa una questione di rango: per lui è stato un “sacrificio”, che lo ha portato a un livello più basso mentre per l’ex rettore della Bocconi si tratta di un salto di qualità. Lo stile comunicativo di Monti passa, al di là delle opinioni, attraverso una rivalutazione della sfera politica, da non vedere più come un qualcosa di sordido o appunto di “basso”.

L’Agenda. La prudenza del presidente del Consiglio dimissionario è dettata soprattutto dalla volontà di non inficiare anzitempo la propria immagine nella battaglia di una campagna elettorale. Pertanto il Professore ha posto al centro del dibattito la sua “agenda” (che, superando le sottigliezze lessicali, è un vero programma di legislatura) per mantenere uno status super partes il più a lungo possibile. La sua disponibilità oltrepassa la semplice candidatura, ponendosi in una condizione favorevole rispetto allo scontro tra centrosinistra e centrodestra. Almeno sino a quando il Centro non si organizzerà per lanciare a tutti gli effetti nome di Monti nella bagarre elettorale.

Stefano Iannaccone

Informazioni su Stefano Iannaccone

È nato pessimista nell'81, ma non si sa ancora bene di quale Secolo. Intanto, è diventato giornalista professionista, collaborando per varie testate tra cui Ilfattoquotidiano.it, Gli Stati Generali, La Notizia. Ora è addetto stampa di Possibile. Tra un raffreddore e l’altro ha pubblicato tre romanzi. Twitter: @SteI