Primarie, differenti modalità di voto tra Pd e M5S

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Sono avvenute online, da lunedì 3 a giovedi 6 dicembre, le parlamentarie del Movimento 5 Stelle. 1.400 aspiranti parlamentari sono stati giudicati dagli iscritti al M5S, i quali, hanno inviato i propri documenti di identità digitalizzati prima di poter esprimere il loro voto. Poi ci sono stati 4 giorni per scegliere i candidati.

Secondo alcuni analisti, e in base a ciò che è stato scritto su www.blogo.it, alle Parlamentarie Grilline, più che di primarie in senso stretto sarebbe più corretto parlare di congresso di partito. Ci sono state polemiche quindi, sulla reale trasparenza e libertà di voto. Il TG LA 7 ha confermato l’8 dicembre che ci sono alcuni esclusi, che accusano il movimento di Beppe Grillo di poca chiarezza e addirittura nepotismo, nel caso di Azzurra Cancelleri sorella del capogruppo M5S all’Assemblea regionale siciliana. Ma resta comunque l’entusiasmo per un evento politico senza precedenti.

Riguardo alle primarie per i parlamentari del Partito Democratico,  il voto si terrà il 29 o 30 dicembre, a seconda delle regioni.  Potranno votare gli iscritti al 2011 e gli elettori delle primarie del 25 novembre, ma anche quanti non avevano rinnovato la tessera e decideranno di farlo. Per votare si verserà un contributo di due euro e ci sarà la necessità di esprimere due preferenze, una per una donna e una per un uomo.

Questi due tipi di “Parlamentarie” differiscono in particolare nella modalità e soprattutto nel fatto che quelle “grilline” sono avvenute online senza pagare, mentre le primarie del PD avverranno per scrutinio tradizionale, pagando la somma di 2 euro.

In cosa si distingue il voto elettronico del M5S?

Il voto elettronico ha dei vantaggi: è più economico, abbatte i costi della macchina elettorale. Una volta digitalizzata la propria preferenza, ci vogliono pochi minuti per fare le somme e ottenere i risultati. Il che fa risparmiare tempo e risorse umane. I vantaggi vengono anche dalla certezza dei risultati che nessun conteggio manuale potrà mai assicurare. Lo svantaggio invece è, che usando il computer, e creando dunque un file con la propria preferenza, potrebbe essere messa a repentaglio la segretezza del voto.

Ci sono altre modalità di voto?

Il sistema di voto nelle primarie è differente da partito a partito, ma anche da Stato a Stato. In alcuni Stati, ad esempio, si ricorre al sistema una testa un voto: ogni cittadino cioè vota il candidato più gradito. Chi raccoglie più consensi prevale. In altri, i cittadini eleggono propri rappresentati che poi in un’apposita convenzione sceglieranno il candidato alla competizione elettorale.

Ci sono poi contee dove si ricorre al sistema dei caucus. Caucus è una parola di origine indiana che significa assemblea. Ogni caucus, comunità, esprime un certo numero di voti. Il voto non è a scrutinio segreto, ma palese. Gli iscritti si riuniscono in una sala. All’inizio del XIX secolo il candidato alla presidenza degli Stati Uniti era scelto da un caucus composto da tutti i membri del Congresso degli Stati Uniti aderenti allo stesso partito.

In Italia le elezioni primarie furono utilizzate per la prima volta nel partito della Dc nel 1985, che voleva scegliere il rappresentante adeguato che si sarebbe presentato alle elezioni comunali del comune di Cantù, in provincia di Como. Furono introdotte da Giuseppe Anzani, che successivamente diventò sindaco della città brianzola.

A partire dal 2005, il metodo delle elezioni primarie (di tipo “aperto”) è stato introdotto anche in Italia dalla coalizione di centrosinistra L’Unione, formata il 10 febbraio 2005.

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