Monti, la conferenza stampa di… arrivederci

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Mario Monti

Domenica 23 dicembre 2012 si apre alle 11.30 l’intervento di Mario Monti alla conferenza di fine anno nella sala di Palazzo Chigi che non ospita più già da tanto tempo il Tiepolo raffigurante “La verità svelata dal tempo”, opera voluta da Berlusconi, ma un azzurro sicuramente europeo e più sobrio e adatto alla figura del Professore.

Monti si è presentato davanti a un fiume di giornalisti per il redde rationem del suo operato, ricordando prima di tutto le circostanze in cui si è insediato alla presidenza del consiglio, in un momento in cui lo spread era volato alle stelle e l’Italia era sull’orlo del fallimento. E per farlo cita De Gasperi: “‘Prendo la parola in questo consesso mondiale e sento che tutto, tranne la vostra cortesia, è contro di me”, per indicare il clima di precarietà e sfiducia in cui versava il Belpaese.

Si passa poi ai ringraziamenti. In primis al presidente della Repubblica, sempre stato “prodigo di consigli”, al presidente del senato Schifani e a quello delle Camere Fini per aver facilitato il suo operato. E poi ai segretari Alfano, Bersani e Casini con cui è stato possibile lavorare per il bene del Paese.

La sfiducia. “Tredici mesi fa questo Governo nacque perché le cose andassero meglio. Dopo tredici mesi le cose vanno peggio”, il presidente cita le parole di Alfano, prendendole di fatto come una scomunica nei confronti del suo operato. Un giudizio politico giudicato “pesante” da Monti e che ha provocato la fine anticipata del suo mandato.

“Cedevolezza no, ma condizionamenti si, da tutte e tre le parti”. Queste sono le parole nette con le quali il Professore rifiuta l’accusa de segretario Alfano di aver favorito maggiormente il Pd.

Il riferimento più importante va comunque a Berlusconi al quale il Professore dedica parole di gratitudine nel quadro della cordialità politica ma altrettanto sbigottimento: “Faccio fatica a seguire la linearità del suo pensiero quando si tratta dell’apprezzamento o non apprezzamento dell’attività del governo” dice, riferendosi alle posizioni discordanti assunte da Berlusconi nei suoi confronti, prima proponendogli la leadership dei moderati e poi accusandolo di aver solo tassato gli italiani.

Agenda Monti. Come sarà il post-Monti? Il Professore stesso propone un’agenda presto on-line che segnerà la continuità con il suo governo. “L’agenda Monti, -spiega il presidente – nasce come schema logico delle politiche da fare o da contrastare. Non l’abbiamo creata noi, ma ne abbiamo preso coscienza e seguita”. Cosa significa quindi questa agenda? “È necessario non distruggere i sacrifici – ribadisce Monti-, non dissipare quello che con grande fatica è stato fatto e che lascia pensare che i nostri cittadini abbiano capito cosa stavamo facendo e chiedendo loro. Due esempi di modi ultrasicuri per dissipare questi sacrifici: sottrarsi alle linee guida dell’Europa, promettere di abolire l’Imu”, riferimento esplicito a Berlusconi.  Per quanto riguarda le riforme, Monti riconosce di essere stato limitato da entrambe le forze politiche: per la riforma della giustizia dal Pdl, per la riforma del lavoro da forze sindacali ancorate a vecchi modelli. Non manca per indicare la linea politica ed economica da seguire la citazione di un articolo apparso ad ottobre sull’Economist che individua la necessità di un progressivismo “centrista” per favorire l’uguaglianza e la crescita economica, rifuggendo qualunque tipo di politica della “pacca sulla spalla a cui segue il risolino”.

Le donne. Se sia una presa di posizione ancora una volta contro Berlusconi, con i suoi party di Arcore e di conseguenza la visione della femminilità “usa-e-getta”, o una semplice linea di continuità con l’Europa questo non è stato palesato; ma una particolare attenzione è stata dedicata al ruolo della donna. “Il modo per così dire arcaico con cui è vista la donna nella società italiana è umiliante e non può favorire una partecipazione della donna alla politica e alla società. Mi auguro che anche questo punto si risolva”, afferma Monti.

Un’agenda quindi che non si muova più sulla polarità tra destra/sinistra ma che unisca in sé la volontà  di cambiamento e la centralità dell’Europa.

E ancora una frecciata al Cavaliere, e ai partiti in generale: “La politica non può svendere il futuro dei giovani italiani per farsi rieleggere. Questa è la peggiore politica”, continua severamente il Professore citando ancora una volta De Gasperi sulla differenza tra il politico, che guarda alle prossime elezioni e l’uomo di stato che è rivolto invece alle prossime generazioni.

“Mi schiero con le idee”. E qui si arriva al momento clou della conferenza: “ Non credo ci siano bisogno di discese in campo in politica. Abbiamo bisogno di una salita in politica, di un livello più alto” e finalmente la rivelazione del suo futuro politico: “Non mi schiero con nessuno ma la mia agenda è chiara ed è aperta a tutti per coalizioni ampie. Alle forze che manifesteranno adesione convinta e credibile all’agenda Monti, sono pronto a dare il mio apprezzamento, incoraggiamento e, se richiesto, anche la guida, e sono pronto ad assumere un giorno, se le circostanze lo volessero, responsabilità che mi venissero affidate dal Parlamento”. Poi precisa: “Non sarò comunque candidato ad un particolare collegio, anche dovessi muovermi verso impegno politico. Sono senatore a vita. Se una o più forze politiche, con credibile adesione alla mia agenda, manifestasse il proposito di candidarmi a Presidente del Consiglio, valuterei la cosa”.

“Missione compiuta presidente”, queste sono state infine le parole con le quali Monti si è congedato dal capo dello stato e dagli italiani…almeno per ora.

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Noemi Debbi

Informazioni su Noemi Debbi

Nata, cresciuta e pasciuta. Diplomatasi al liceo classico, con tante domande si iscrive a Filosofia per avere risposte. Ottiene in cambio ulteriori domande, così decide di prendere la realtà per il bavero e di ottenerle con la forza. E' iperattiva, si interessa di filosofia del linguaggio, di filosofia politica, e di comunicazione politica. Ama il teatro per essere uno specchio, un passaggio verso un'altra realtà in cui può purificarsi . La frase che meglio la rappresenta è " Nuvole sparse qua e là, bel tempo altrove. Serena, variabile".
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