Primarie dei parlamentari Pd, ecco perché si vota il 29 e 30 dicembre

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Dopo le fallimentari parlamentarie del MoVimento 5 Stelle e i mille ripensamenti sull’opportunità delle primarie in casa Pdl, il Pd sceglie lo scatto in avanti e indìce per il 29 e il 30 dicembre le primarie per scegliere i propri candidati al futuro Parlamento.

La scelta è stata compiuta ieri mattina dalla segreteria nazionale, che si è riunita insieme ai segretari regionali, ai capigruppo del Pd alla Camera e al Senato e alla presidente dell’Assemblea nazionale del partito. Lunedì la Direzione Nazionale, convocata ad hoc per l’occasione, deciderà invece le regole e le modalità di partecipazione.

Intanto, la polemica immancabile riguarda le date previste per il voto. La scelta delle due giornate, nel weekend di San Silvestro, ha riscosso qualche critica e più di una perplessità. Di fatto, però, la scelta risulterebbe obbligata dati i tempi stretti e le scadenze imposte dal voto politico.

Calendario alla mano, se si vota il 17 febbraio le liste dei candidati andranno presentate entro il 14 gennaio. La Direzione nazionale del Pd che, secondo le regole interne deve approvare formalmente le liste, dovrà dunque riunirsi al massimo tra il 7 e il 9 gennaio. Di conseguenza le riunioni delle direzioni provinciali e regionali dovranno essere convocate per il 3 e il 4 gennaio. Pertanto le primarie dovranno svolgersi necessariamente entro il 29 e il 30 dicembre.

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