Crisi di governo, dimissioni Monti cosa è accaduto e cosa accadrà

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Mario Monti

“Il presidente del consiglio accerterà quanto prima se le forze politiche che non intendono assumersi la responsabilità di provocare l’esercizio provvisorio, rendendo ancora più gravi le conseguenze di una crisi di governo, anche a livello europeo siano pronte a concorrere all’approvazione in tempi brevi delle leggi di stabilità e di bilancio. Subito dopo il presidente del Consiglio provvederà, sentito il Consiglio dei Ministri, a formalizzare le sue irrevocabili dimissioni nelle mani del Presidente della Repubblica”, così recita il comunicato rilasciato dal Colle.

Sibillina la risposta di Giorgio Napolitano: “Parlo tra otto giorni, alla cerimonia per i saluti alle alte cariche e lì farò le mie valutazioni”.

Il governo del Professore è appeso a un filo: il gruppo Pdl, a Palazzo Madama per la votazione della fiducia al decreto legge per lo sviluppo e a Montecitorio per quello sui costi della politica, ha messo il punto e ha dato a Monti l’ultima maggioranza risicata, decidendo poi di non appoggiare più il governo tecnico. Immediata la risposta di Mario Monti che ha preferito dimettersi piuttosto che “lasciarsi impallinare” da Alfano &Co, e che ai microfoni della tv francese ha ribadito velenoso: “Il rischio di populismo esiste anche in Italia, è un fenomeno molto diffuso e si manifesta nella tendenza a non vedere la complessità dei problemi o forse a non vederli ma a nasconderla ai cittadini”. E probabilmente si riferiva all’ennesima entrata in campo di Silvio Berlusconi che annunciava il suo “avvento politico” dal campo di Milanello.

Le reazioni in Italia. “Di fronte all’irresponsabilità della destra che ha tradito l’impegno assunto un anno fa davanti al paese, aprendo di fatto la campagna elettorale, Monti ha risposto con un atto di dignità che rispettiamo profondamente. Noi siamo pronti ad operare per l’approvazione nei tempi più rapidi della legge di stabilità”, questo il commento del segretario Pd Bersani che ha colto la palla al balzo per attaccare il Pdl. La replica di Alfano è stata repentina: “Siamo prontissimi a votare la legge di stabilità”, esortando però Bersani a sospendere i toni “da campagna elettorale”. Più ampia l’analisi della Bindi che ha commentato: “Il Cavaliere non è più un pericolo sul piano dei risultati elettorali anche se sarebbe stato meglio avere come avversario un leader che avesse i tratti della destra europea piuttosto che un populista. La sua scelta di tornare in campo è negativa per il Paese e anche per il Pd”. “Per contrastare l’ennesimo pericolo berlusconiano bisogna quind -secondo la Bindi – cercare l’alleanza sia con Sel e i socialisti sia con i moderati e far capire “con chiarezza a Nichi che non bruceremo l’agenda Monti, e con altrettanta chiarezza a Casini che bisogna andare oltre quell’agenda”. Da parte sua il leader di Sel intervistato da Repubblica si è limitato a sostenere che il Paese deve fronteggiare crepe gigantesche nel tessuto sociale e nel ceto medio anche dopo Monti. Casini invece affida a Twitter il suo punto di vista: “Chi pensava di costringere Monti a galleggiare ora è servito.”

Dall’altro schieramento per Gianfranco Fini la decisione di Monti di dimettersi “gli fa onore” e dimostra un alto senso di responsabilità, mentre più diretto è Maroni che da leghista doc commenta su Twitter con un colorito: “Monti si dimette, EVVIVA! Fine dell’anomalia democratica”. Ospite del programma In Onda la Santanchè da fedelissima berlusconiana già ha sbandierato la prima vittoria del cavaliere: “Le dimissioni? È il primo risultato che già ha ottenuto Berlusconi. È un gesto che apprezzo molto. Dell’ultimo anno di azione di Monti è il gesto che apprezzo di più.” Dal coro festaiolo del Pdl si discosta invece la Meloni, che giudica in un’intervista al Corriere della Sera il ritorno in prima linea dell’ex premier “un gesto incomprensibile” , un passo  indietro rispetto la ventata di aria fresca e di rinnovamento che gli elettori chiedevano e che era rappresentata da Angelino Alfano.

Le reazioni dall’estero. Dalla Germania è silenzio ufficiale, anche se trapelano dai giornali le prime preoccupazioni sulle incompatibilità tra la linea di rigore seguita da Draghi e da Monti e gli attacchi populisti di Berlusconi , derboesegeist, lo spirito malvagio che potrebbe peggiorare i conti pubblici, rating e situazione italiana in generale. Da sola invece la Francia teme di non farcela; Hollande ha perso un valido alleato pronto a dialogare mediando tra il neo-presidente  e la Germania austera della Merkel.

“E’ un bene per l’Europa che esistano due Supermario, cioè Monti e Draghi. Io conosco personalmente Monti e lo stimo profondamente, sta tentando di affrontare con successo la crisi” , aveva affermato il ministro finnico per gli affari esteri Alexander Stubb, e non è difficile quindi immaginare il disappunto di questa nazione per le sue dimissioni.

Un vento di aggravamento dell’eurocrisi a causa dei venti populisti romani appare letale anche all’opinione pubblica della tigre della nuova Europa, la Polonia.

Strategie e post-Monti. La mossa del capo del Governo adesso potrebbe portare alle votazioni della legge di stabilità entro il 19 dicembre, dopo di che il Colle passerebbe allo scioglimento delle Camere, con le consultazioni per il nuovo parlamento nella seconda metà di febbraio. Con una campagna elettorale così corta si avrebbe il duplice obiettivo di ridurre l’esposizione dell’Italia sui mercati e si darebbe meno tempo al Pdl per organizzare la propaganda in vista del voto. Per quanto riguarda Monti, il professore potrebbe avere una possibilità di rivalsa proponendosi dietro una lista che raccoglierebbe i favori oltre che dei centristi, dei delusi del Pd e del Pdl, ma sono in molti invece che lo vedono addirittura al Quirinale.

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Noemi Debbi

Informazioni su Noemi Debbi

Nata, cresciuta e pasciuta. Diplomatasi al liceo classico, con tante domande si iscrive a Filosofia per avere risposte. Ottiene in cambio ulteriori domande, così decide di prendere la realtà per il bavero e di ottenerle con la forza. E' iperattiva, si interessa di filosofia del linguaggio, di filosofia politica, e di comunicazione politica. Ama il teatro per essere uno specchio, un passaggio verso un'altra realtà in cui può purificarsi . La frase che meglio la rappresenta è " Nuvole sparse qua e là, bel tempo altrove. Serena, variabile".
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