Primarie, in Rai il duello Bersani-Renzi. L’analisi

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Ancora una volta gli aspiranti premier fanno la lotta in un ring tutto a stelle e strisce preparato per loro dalla Rai: due podii che si fronteggiano, conduttore al centro, domande brevi e risposte chiare scandite da un timer; non si scappa.

Approccio Bersani-Renzi. Due uomini che si presentano entrambi sicuri di sé e che cercano di mettere in evidenza i loro punti forti: giacca e cravatta per Bersani, l’uomo maturo e competente che nonostante gli anni che lo differenziano dall’avversario si presenta quasi ringiovanito, e Matteo Renzi, il “ragazzetto” in camicia e cravatta allentata che propone un’aria di rinnovamento; Un linguaggio diretto, chiaro e per così dire anti-vendoliano da tutte e due le parti; Ricco di metafore popolari in Bersani e confidenziale ma sempre da “bravo scolaretto” in Renzi, che cerca molte volte l’affondo per l’avversario che si piega ma non va ko.

I temi affrontati spaziano dall’evasione fiscale all’industria, dalle politiche europee alle alleanze con gli altri partiti come l’Udc, un governo formato da soli dieci ministri per Renzi e uno più tradizionale per Bersani. Non manca alla fine della puntata la dedica al fratello che dopo la laurea ha lasciato l’Italia da parte di Renzi che si propone come il rinnovatore contro “le vecchie glorie e difese” della sinistra italiana e invece Bersani che ringrazia  moglie, figlie e parroco della sua città richiamando “forza e consapevolezza” di dare una mano al Paese.

I commenti: “In Italia i confronti elettorali non hanno mai spostato granché” sostiene Enrico Mentana direttore del Tg di La7. “Quanto all’elettorato a geometria variabile cui punta Renzi, varrà più chi potrà votare al ballottaggio che quella televisiva. Il pubblico di Rai1 è più anziano, più popolare, più meridionale. Sono i voti che il segretario ha già, ed è la platea che conosce meno Renzi: quella che vuole conquistare” aggiunge il giornalista. Gli fa eco Maria Annunziata dall’Huffington Post che si dichiara d’accordo sul sostanziale status quo delle percentuali.

Dalla parte degli esperti di comunicazione, Annamaria Testa traccia due profili: “Bersani è più rilassato, sicuro di sé, consapevole dei problemi, ha il tono di voce di chi ha esperienza. Renzi ha più ritmo, fa battute, è più veloce nelle reazioni, usa parole d’ordine rotonde, è coerente nel modo di parlare col rinnovamento che propugna”. Dall’università di Roma 3 arriva il commento di Edoardo Novelli, docente di comunicazione che a fronte della portata innovatrice di Renzi mette in evidenza come Bersani per difendersi abbia dovuto “buttar lì una nuova serie di lenzuolate” rivendicando di aver svolto bene i suoi precedenti incarichi.

Per ultimo Nicola Piepoli paragona gli sfidanti a Cavour e Garibaldi: “Bersani conosce i limiti in cui agisce e approfitta degli spazi vuoti per riempirli di contenuti. Renzi è invece una persona che immaginando di essere forte, legge la realtà in maniera positiva”.

Effetti sulla coalizione. “Quello che abbiamo visto è già un nuovo centrosinistra, si tratterà di vedere ora quanto saprà interpretare effettivamente le novità richieste dagli elettori” asserisce il vice segretario del Pd Enrico Letta. Arriva un commento anche da Silvio Berlusconi, che pende dalla parte del rottamatore: “Con Renzi l’Italia potrebbe avere un partito socialdemocratico che molti Paesi europei, come Germania e Gran Bretagna, hanno da anni.”

I candidati sconfitti. Laura Puppato si dichiara invece  indecisa per chi votare al ballottaggio dopo aver intrapreso “una lotta titanica contro avversari con mezzi economici e visibilità mediatica imparagonabili”, mentre Tabacci si concentra maggiormente sul valore di queste elezioni: “Laffluenza così alta al voto per le primarie costituisce un fatto politico di enorme rilevanza per il Paese. Questa attenta raccolta dalla coalizione che si candida a governare proponendo un’alternativa radicale al berlusconismo rappresenta soprattutto il segnale che gli italiani non hanno dimenticato chi sono i veri responsabili della situazione difficilissima in cui versa il paese.”

Il leader di Sel Vendola, che ha raggiunto il 15% delle preferenze e i cui voti potrebbero servire a Renzi per colmare il gap che lo divide da Bersani, non si sbilancia: “Sceglieremo in base alle parole”.

 

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Noemi Debbi

Informazioni su Noemi Debbi

Nata, cresciuta e pasciuta. Diplomatasi al liceo classico, con tante domande si iscrive a Filosofia per avere risposte. Ottiene in cambio ulteriori domande, così decide di prendere la realtà per il bavero e di ottenerle con la forza. E' iperattiva, si interessa di filosofia del linguaggio, di filosofia politica, e di comunicazione politica. Ama il teatro per essere uno specchio, un passaggio verso un'altra realtà in cui può purificarsi . La frase che meglio la rappresenta è " Nuvole sparse qua e là, bel tempo altrove. Serena, variabile".
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