I risultati delle primarie: ballottaggio Bersani-Renzi

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I due sfidanti Pier Luigi Bersani e Matteo Renzi

Si va al ballottaggio.  Tra Renzi e Bersani la sfida rimane aperta, lo spoglio dei voti ha dato ragione con il 44,3% al segretario, ma non basta: con 8 punti di distacco lo segue a ruota il sindaco di Firenze. Restano esclusi Vendola (15,1%), Puppato (2,9%) e Tabacci (1,2%). Tutto è nuovamente in mano all’elettorato di centrosinistra, che è chiamato il 2 dicembre a esprimere nuovamente la propria preferenza.

Code per votare. La giornata ha registrato un’affluenza record, 3,5 milioni di persone si sono recate al voto, dando dimostrazione di un valore democratico ancora presente nel cittadino, nonostante si continui sempre più a parlare di scarsa voglia di partecipazione alla vita politica. Arrivano applausi anche dal centrodestra, da Formigoni ad Alemanno, dal sindaco di Pavia Cattaneo, candidato alle primarie Pdl, all’ex ministro della Gioventù Giorgia Meloni, tutti riconoscono il potente richiamo politico avuto da queste elezioni.

Polemiche. Con le congratulazioni arrivano anche le critiche, la più spietata arriva da Beppe Grillo “le secondarie, terziarie, nullarie del pdmenoelle di questa domenica di novembre 2012, sono una rappresentazione senza contenuti, un’auto celebrazione di comparse, un grottesco viaggio nella pazzia. Sono un bromuro sociale, un calmante, servono a dare al popolo l’illusione di decidere, a pagamento (partecipare costa due euro), il premier che salverà l’Italia dal baratro. Chiunque diventi premier per una notte, conterà come un soldo bucato”.

Ancora polemiche, che animano la domenica di voto, arrivano dal Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso che dichiara il suo voto per Bersani mandando su tutte le furie Matteo Renzi, accusato di essere “un problema” in caso di vittoria.

I dati. In base ai voti scrutinati in 3.965 seggi sui 9.232 sparsi per tutta l’Italia Bersani è avanti con il 44,3%. Segue Matteo Renzi con il 36,3%, poi Nichi Vendola con il 15,1%, Laura Puppato al 2,9%, Bruno Tabacci a quota 1,2%. Da fonti dei comitati provinciali, invece, Bersani si attesterebbe intorno al 45% e Renzi intorno al 35% con un’affluenza finale tra i 3 milioni e i 3,5 di votanti. In molte regioni lo scrutinio non è a arrivato a metà e continua a rilento, sopratutto nelle grandi città come Roma, Milano, Firenze.

Pier Luigi Bersani  non può ancora dichiararsi vincitore, nonostante la giornata elettorale possa dirsi conclusa in modo soddisfacente per il segretario del PD: ci vorrà ancora un’altra settimana per sapere se sarà il candidato premier del centrosinistra, proprio lui che ha insistito per avere un ballottaggio. “Andiamo al ballottaggio e c’era chi non lo voleva – dice alludendo a Matteo Renzi-. Se non ci fosse stato io stasera avrei stravinto. Ma bisogna essere sicuri che il candidato dei progressisti abbia il 50% più uno dei voti”.

Matteo Renzi si ritiene soddisfatto per il grande entusiasmo che ha dimostrato l’elettorato e la grande affluenza ai seggi, tanto da costringerne alcuni a chiudere dopo l’orario previsto per smaltire le persone giunte a votare. La soddisfazione è doppia per Renzi: “Abbiamo vinto nella stragrande maggioranza delle regioni rosse, dove il Pci prendeva l’80%: la vulgata secondo cui noi stiamo a destra e loro a sinistra deve finire.”

Gli “sconfitti” non si sbottonano e non dichiarano a chi andrà la loro preferenza al ballottaggio, Vendola dichiara “Bersani se li deve conquistare i voti che sono venuti a me nel primo turno. Vorrei ascoltare parole che fossero in grado di rispondere alle domande che sono talvolta espresse in maniera dolente da tutte quelle persone che vengono penalizzate in questo momento dall’agenda Monti”.

Mercoledì 28 dicembre, da quanto si apprende da fonti vicino Bersani,  la Rai ospiterà i due candidati premier per una sfida tv in vista dei ballottaggi del 2 dicembre.  Fuoco alle polveri, la sfida continua. E si parte dal risultato di 0-0.

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