Il Pd che vince le primarie (nei sondaggi)

Pubblicato il da

Si vota domani, ma un verdetto è già arrivato: il Partito democratico ha vinto le primarie. Il dibattito intorno alla consultazione del 25 novembre ha infatti mobilitato l’elettorato di centrosinistra. Il segretario Bersani può vantare un trend positivo: i sondaggi sono in crescita e addirittura il Pd è indicato sopra il 30% in alcuni casi (come l’ultimo rilevamento proposto a Ballarò). Una quota vicina all’epoca della fondazione, quando intorno al nuovo soggetto politico guidato da Veltroni c’era il fermento della novità. Le primarie hanno avuto un merito innegabile: dopo una lunga fase di afonia, legata all’interregno del governo Monti, la politica è tornata a far sentire la propria voce, seppure con qualche venatura propagandistica.

Nuova comunicazione politica. Tra lo slogan “Adesso!”, griffato Renzi, e “#oppureVendola“, del leader di Sinistra ecologia e libertà, c’è uno stile comunicativo nuovo. Da primarie vere, made in Usa. In uno scenario fortemente competitivo, e con il risultato comunque incerto, i candidati si sono confrontati senza lesinare attacchi, sollevare dubbi e svelare incoerenze (altrui). Ma senza scadere nell’insulto fine a se stesso. Finanche l’eterna questione della rottamazione, espressione che ha portato Renzi alla ribalta, è stata caratterizzata da uno scambio di opinioni franco, ma senza esagerazioni. La nuova comunicazione politica sembra indirizzarsi verso altri modelli. Le urla e gli strepiti da talk show sono destinati a un graduale pensionamento (il processo non sarà immediato), favorendo l’arrivo sulla scena del confronto pacato nello stile del confronto su Sky. Con regole rigide e “tempi da Twitter”, come impone la cultura mediale in rapida diffusione. Ma, nel bene o nel male, è un approccio diverso rispetto all’era berlusconiana.

Tre Modelli. Il genitore paziente e comprensivo, il giovane rampante e guascone, il poeta idealista e romantico. Con Bersani, Renzi e Vendola si sono imposte sulla scena delle primarie tre diverse figure: ognuna rispondente al proprio progetto politico. Il segretario del Pd vuole infatti aprire al dialogo con le altre forze, ascoltando il parere di tutti, senza forzature; il sindaco vuole innestare freschezza con la “sfacciataggine” della gioventù; il presidente della Regione Puglia vuole seguire i principi ideologici e identitari. Si tratta di tre modelli di immagine ben distinti, come è emerso ampiamente nel corso della campagna elettorale. In cui Bruno Tabacci e Laura Puppato hanno ricoperto il loro di outsider “troppo lineari” per acquisire visibilità sui media. E hanno finito per trasformarsi negli ornamenti al “triello” mediatico sulle primarie. Le prime primarie dal gusto intenso. Molto americano.

ipse dixit

Alfano parla di carcere per chi sceglie l’utero in affitto. Ma il ministro lo sa che in Italia questa pratica è già vietata dalla legge 40? continua

Monica Cirinnà, relatrice del ddl sulle unioni civili
21 aprile 2015 | Giovedì 23 aprile – ore 18,00 Libreria Ibs Via Nazionale, 254 – Roma Presentazione del libro “Il Creasogni” di Simone...