Berlusconi, un’allucinazione lunga 20 anni

Silvio Berlusconi

L’era di Silvio Berlusconi è tramontata. Il suo (quasi) ventennio sulla scena politica è culminato in una nota stampa, che ha annunciato il “passo indietro” alle prossime Politiche. Niente colpi di teatro, né interventi spettacolari. Un cambio anche nell’impostazione comunicativa. Ma soprattutto niente ricandidatura e spinta alle primarie del Popolo delle libertà. Una mossa che segue le dimissioni dello scorso anno e quindi rappresenta una conferma del sostanziale disimpegno politico. Al Cavaliere spetta un ruolo di “saggio”, nulla di più.

Il giudizio sulla sua figura è talmente complesso che meriterebbe un saggio corposo, non solo un’analisi. La comunicazione politica si è rivoluzionata con la sua “discesa in campo”. Il linguaggio e lo stile sono radicalmente diversi rispetto ai tempi della Prima Repubblica. La ‘semplificazione’ ha travolto anche il centrosinistra, producendo fenomeni speculari come l’affermazione di Antonio Di Pietro. L’acerrimo nemico di Berlusconi, che però assume strategie comunicative molto simile. Attacco al “nemico”, visto come il Male Assoluto (i comunisti e i magistrati su tutti), lo spirito di servizio per il Paese (il messaggio “Io amo l’Italia” è stato un leitmotiv della sua leadership) e la presenza studiata nei mass media (con l’alternanza di lunghi periodi di eclissi e improvvise ‘occupazioni’ mediatiche).

Scorie. E’ evidente che i segni del berlusconismo sono incisi nella cultura italiana. O forse l’ex presidente del Consiglio è stato bravo a cogliere già in passato quegli stessi tratti culturali, girandoli a proprio vantaggio. Ma la constatazione generale è che le tracce, anche quelle più deteriori (come lo scollacciamento e l’involgarimento generale), sono ormai parte integrante dell’identità del Paese. Il dibattito sul berlusconismo si trascinerà per decenni come avviene ancora con Craxi, senza la possibilità di una pacificazione. Le immagini trionfanti di Nicole Minetti non saranno cassate da una rinuncia alla candidatura: certe scorie saranno stoccate nel magazzino per un numero inquantificabile di anni.

Allucinazione. Per 20 anni l’Italia è stata quindi vittima di una vera e propria allucinazione collettiva di nome Berlusconi. Mentre il Paese crollava economicamemte, tutti siamo rimasti immobili, simulando una battaglia tra accoliti e detrattori del Cavaliere. L’Italia si impoveriva, ma si parlava di Giustizia, di intercettazioni e poi addirittura di festini. Il fallimento dello Stato si approssimava, ma il tema era il bunga bunga. Mentre infuriavano le polemiche, il protagonista era sempre lui, Silvio di Arcore, il Grande Imbonitore. Tanto che la sua uscita di scena ha lasciato smarriti sia gli avversari che i sostenitori.

Stefano Iannaccone

Informazioni su Stefano Iannaccone

È nato pessimista nell'81, ma non si sa ancora bene di quale Secolo. Intanto, è diventato giornalista professionista, collaborando per varie testate tra cui Ilfattoquotidiano.it, Gli Stati Generali, La Notizia. Ora è addetto stampa di Possibile. Tra un raffreddore e l’altro ha pubblicato tre romanzi. Twitter: @SteI