Bersani dichiara guerra a Grillo

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Beppe Grillo

Il fascismo, almeno sotto forma lessicale, torna a infiammare il dibattito politico. Pier Luigi Bersani ha lanciato l’offensiva contro Beppe Grillo davanti alla platea amica della Festa democratica. La sua mossa è giunta dopo una fase di attendismo verso il Movimento 5 Stelle, legato probabilmente alla comprensione di un possibile dialogo con esso. Ma il “bombardamento” proveniente dal blog dell’ex comico ha convinto il segretario del Pd a mutare in maniera drastica la propria strategia.

Il Nemico. Il nuovo corso democratico ha individuato la figura del Nemico per antonomasia dell’elettore di centrosinistra: il fascismo. Bersani ha indicato nel linguaggio di Grillo elementi fascisti, evidenziando la crudezza di alcune espressioni del tipo “vi seppelliremo” e “siete cadaveri”. Le affermazioni contengono una indubbia carica aggressiva e hanno favorito la categorizzazione “forte” compiuta dal segretario del Pd. Con la collocazione del M5S in un’area “avversa”, anzi l’area avversa per eccellenza, Bersani ha voluto delimitare il campo per arrestare l’emorragia di voti del suo partito proprio verso il Movimento 5 Stelle. La mossa, peraltro, non si discosta molto da quanto ha fatto Silvio Berlusconi negli anni scorsi: l’evocazione delle paure ancestrali di una parte dell’elettorato (nel caso del Cavaliere il riferimento era al comunismo).

Il Nuovo. Beppe Grillo, in genere abituato ad attaccare per primo, ha dovuto far ricorso alla “inedita” strategia della replica. Una scelta che rivela come, al di là di qualsiasi smentita, sia a pieno titolo un attore sul proscenio della politica. La risposta è stata vibrante e linea con l’approccio comunicativo che ha portato il M5S a essere una realtà in grado di contendere la vittoria alle elezioni ai partiti tradizionali. Dunque, il lessico è stato aspro (“Bersani è un fallito che si è spartito le ossa della Nazione“) e incentrato sul concetto di novità che caratterizza il suo Movimento. In apparenza la sua replica segue lo stesso solco bersaniano, ossia la creazione di una dicotomia, ma un’analisi più approfondita lascia emergere che predilige una strategia di “espansione” della base elettorale. Il messaggio del Nuovo, quindi di un’offerta politica non esistente prima sul mercato elettorale, non delimita il campo del consenso, poiché tende a erodere quello degli avversari. Al contrario il Pd, come detto, punta a mantenere i voti (almeno nella fase attuale), seguendo un approccio “conservativo”.

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