Come era bella l’Italia quell’estate dell’82

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Paolo Rossi

Siamo schietti, Italia-Brasile del 1982 ormai la conosciamo a memoria, i tre gol di Rossi e i sudamericani beffati perché tutto si sarebbero aspettati quel giorno, tranne che trovare Azzurri più brasiliani di loro: Conti superstar che pareva nato sulla spiaggia di Copacabana e Zoff, l’anziano Zoff, che alla vigilia del mondiale tutti davano per bollito, autore della parata del secolo, per certi versi simile a quella che Gordon Banks sfoderò su un colpo di testa di Pelè che pareva studiato sul manuale del calcio, tanto erano stati perfetti lo stacco aereo, la velocità del pallone e l’angolino cercato dal re del calcio.

Italia-Brasile è stata la “partita”, complice il successo azzurro la definiamo spesso la partita del secolo, quasi alla stregua di “ItaliaGermaniaquattroatre”, perché quella sfida dell’Azteca va ricordata così, con le protagoniste e il risultato finale snocciolati tutti d’un fiato. I tre gol di Rossi, pardon Pablito, Gentile appiccicato a Zico, che tutti immaginarono l’input di Bearzot, tipo “seguilo pure in bagno”.

E i pareggi di Socrates il dottore e del “traditore” Falcao, e i vessilli col tricolore a sventolare sul Sarrià, roba da fa accapponare la pelle ancora oggi, a trent’anni di distanza. Italia-Brasile, tre decenni dopo, viene riproposta a “Caffeina”, appuntamento dell’estate viterbese, il 5 luglio alle 21 da tre (e non sei, come sussurrava Luigi Pirandello) personaggi in cerca d’autore: Antonello Ricci, che nella vita fa il professore a scuola; Alessandro Tozzi, avvocato; e Massimiliano Morelli, giornalista e scrittore. I tre racconteranno la sfida intersecando i momenti magici del 3-2 con lo spaccato dell’epoca, politico e intellettuale, ironico e graffiante come nelle corde degli autori. Che debutteranno con una iniziativa particolare, utile per far rivivere agli under trenta momenti indimenticabili e a chi c’era, al Sarrià o davanti alla televisione, un momento di vita senza eguali.

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Stefano Iannaccone

Informazioni su Stefano Iannaccone

E’ nato pessimista nell’81, ma non si sa ancora bene di quale Secolo. Al momento dimostra circa 150 anni, qualcuno in meno dell’Italia unita. Gli altri dicono che sia giornalista, lui non lo sa ma continua a scrivere. Tra un raffreddore e l’altro ha pubblicato un romanzo intitolato ‘Andrà tutto bene’. Il suo amore si chiama Sfera pubblica. Twitter: @SteI
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