La politica dei faccendieri

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La politica non ha valori? Vi sbagliate, uno ce l’ha ed è ben rispettato sia a destra che a sinistra. È la corruzione. Pazienza se il nome può suscitare scandalo o indignazione.  Ammesso che sia veramente così. A giudicare dalle facce degli attori politici, almeno non è sembrato. Prendete Maurizio Gasparri, commentando quello che sta succedendo in casa della Lega non è sembrato scandalizzarsi affatto. “Ci sono pure i tesorieri onesti, quello del Pdl lo è”. Figurarsi il contrario.

Certo, qualcuno avrebbe potuto dire a Gasparri che esistono pure tanti ministri della Repubblica onesta e che Scajola non lo è stato. Claudio Scajola, il ministro per lo Sviluppo Economico che doveva “acclarare” se qualcuno gli aveva pagato il mutuo di una casetta di fronte al Colosseo. Gasparri forse ha dimenticato il caso Scajola, esponente di rilievo del Pdl. O ancora di Denis Verdini, coinvolto nello scandalo P3 insieme ad un faccendiere di professione: Luigi Bisignani.

E poi la loggia P4, con Marco Milanese, strettissimo collaboratore di Giulio Tremonti, accusato di corruzione e scampato alle manette solo grazie al parere contrario della Camera dei Deputati. Toh, che novità. Per non parlare di Nicola Cosentino. Corruzione con la Camorra. Il punto di riferimento dei Casalesi a Roma, in Parlamento. Ma almeno il tesoriere, il Pdl ce l’ha onesto. Anche perché, diciamocelo, a Berlusconi non servono 50.000€ dal partito per acquistare la macchina ad uno dei suoi figli. Semmai qualche deputato o senatore, ma questa è un’altra storia, ovvio. Eppure  il tema è sempre lo stesso: la corruzione. Con la C maiuscola.

In  mezzo a tutto questo mercato puzzolente della corruzione, stupirsi che un ex buttafuori come Francesco Belsito facesse delle cose illecite per il suo capo è, perdonatemi il termine, da coglioni. Ma cosa c’era da aspettarsi da Umberto Bossi? Un finale più commovente? Uno che ha messo su una bufala. Un Wanna Marchi della politica. La Padania. Cosa ci aspettavamo, che dietro di lui ci fossero i nuovi De Gasperi del Po o gli Aldo Moro della Pianura Padana? C’era Rosy Mauro, una venuta da Brindisi che era finita per fare la badante al Senatur e nel tempo libero il vicepresidente del Senato. A questo punto capisci che anche Mario Borghezio va bene. E poi c’è il centrosinistra che in quanto a corruzione non può lamentarsi.

Anche lì si ottengono degli ottimi risultati, senza esser secondi a nessuno. Un  certo centrosinistra, per carità mica tutto, quello di Lusi e Penati, tanto per intenderci. Ma Rutelli e Bersani non sapevano. C’è da fidarsi…

ipse dixit

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