Benvenuti alla Casa Bianca

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Una delle immagini della Casa Bianca disponibile su googleartproject.com

La famiglia Obama apre le porte della Casa Bianca e lo fa grazie a Google. Finalmente il grande pubblico potrà godere delle storiche stanze del palazzo e delle opere d’arte, dalle sculture ai quadri, che si trovano al suo interno.

La palazzina liberty al numero 1600 di Pennsylvania Avenue è solo l’ultimo edificio di interesse artistico ad entrare nell’ambizioso Google Art Project. Già altri luoghi di culto per gli appassionati d’arte sono fruibili on line. Dal Palazzo di Verseilles agli Uffizi di Firenze, dalla National Gallery di Londra al MoMA di New York.

La tecnica è la stessa di Google Street View che ha reso possibile la mappatura delle strade di buona parte del pianeta. Allo stesso modo di quanto già successo con le vie delle città, infatti, il ‘robottino’ della big G se ne è andato a spasso per i corridoi della White House riprendendo a 360° tutte le stanze pubbliche della celebre residenza.

L’iniziativa, fortemente voluta da Obama, conferma la profonda fiducia del Presidente Usa verso la tecnologia e verso le potenzialità che il suo sviluppo può permettere. Come quello, appunto, di eliminare le barriere e rendere la conoscenza, che sia di un libro o di un’opera d’arte, accessibile a tutti. “La Casa Bianca – osserva Michelle Obama durante il video di presentazione dell’iniziativa che puoi vedere qui – non è solo la Casa della ‘Prima Famiglia d’America’, o il luogo dove si incontrano i leader del mondo. E’ anche conosciuta come la ‘Casa della Gente’, un posto aperto a tutti. Ecco perche’ sin da quando siamo entrati qui, io e Michelle, abbiamo invitato ragazzi, studenti, famiglie dei militari, americani di tutte le eta’. Tanta gente ha ammirato i ritratti di Washington, Lincoln e Kennedy, ha passeggiato in questi corridoi cosi’ pieni di storia. Ora tutti voi potete fare lo stesso, ma senza muovervi da casa. Andate on-line e godetevi la storia e la bellezza di queste stanze. Perche’, in fondo, questa casa e’ anche tua”.

ipse dixit

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