La riforma simbolica

Pubblicato il da

Elsa Fornero

La rivoluzione annunciata è una rivoluzione mancata. La riforma del mercato del lavoro è ancora in uno stato embrionale, ma le linee guida sono state tratteggiate: serve ora la fase esecutiva con la stesura del testo in forma legislativa. Tuttavia, gli elementi sono già sufficienti per indicare la sostanza della Regina delle Riforme. Il governo Monti aveva annunciato al mondo che entro marzo il mercato del lavoro sarebbe stato profondamente cambiato, con lo storico obiettivo di modernizzare il sistema italiano. Il risultato è una operazione di restyling, che assomiglia a un maquillage. L’iniziativa è di forte impatto simbolico, ma la rilevanza è scarsa in termini occupazionali. L’equazione riforma-uguale-crescita è catalogabile come trovata comunicativa.

La revisione dell’articolo 18 era un obiettivo della ministra Elsa Fornero, sostenuta senza tentennamenti dal presidente del Consiglio, per mostrare che i sindacati italiani possono essere domati. Una strategia di immagine per veicolare il messaggio di un cambiamento in atto.

Dal punto di vista pragmatico la riforma si pone l’intento di favorire i contratti a tempo indeterminato, ma nella sostanza li svuota di significato: il datore di lavoro ha infatti più facilità a licenziare. Il rapporto, quindi, è talmente flessibile che può sfociare per l’ennesima volta nella precarietà, cioè la “flessibilità cattiva” per usare un termine cara a Fornero. Inoltre, l’intervento sui contratti a tempo determinato non appare così vigoroso da incoraggiare assunzioni di massa. Gli ammortizzatori sociali, con l’introduzione dell’Aspi (Assicurazione sociale per l’impiego) al posto della mobilità, finiscono poi per colpire i lavoratori più deboli, come gli over 50. Il quadro finale, insomma, consegna una riforma che sembra scritta da tecnici-teorici lontani dai fenomeni concreti che ruotano intorno all’occupazione. Ma ben consapevoli della funzione simbolica dei provvedimenti.

Questo articolo è stato pubblicato in Italia e contrassegnato come , , , da Stefano Iannaccone . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Aggiornato alle ore 20:00
Stefano Iannaccone

Informazioni su Stefano Iannaccone

E’ nato pessimista nell’81, ma non si sa ancora bene di quale Secolo. Al momento dimostra circa 150 anni, qualcuno in meno dell’Italia unita. Gli altri dicono che sia giornalista, lui non lo sa ma continua a scrivere. Tra un raffreddore e l’altro ha pubblicato un romanzo intitolato ‘Andrà tutto bene’. Il suo amore si chiama Sfera pubblica. Twitter: @SteI
ipse dixit

Alfano parla di carcere per chi sceglie l’utero in affitto. Ma il ministro lo sa che in Italia questa pratica è già vietata dalla legge 40? continua

Monica Cirinnà, relatrice del ddl sulle unioni civili
21 aprile 2015 | Giovedì 23 aprile – ore 18,00 Libreria Ibs Via Nazionale, 254 – Roma Presentazione del libro “Il Creasogni” di Simone...