Il moderatismo di Ciocchetti all’Eur

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Luciano Ciocchetti

E niente, praticamente Luciano Ciocchetti t’ha organizzato na cenetta lì all’Eur per pochi intimi. Saranno stati un 400 persone, poco più o poco meno. C’erano questi cartelli per tutta la sala “I moderati per la terza fase”. E poi un sacco di architetti, ingegneri, costruttori. Persone di una certa cultura, insomma. C’era Mancini, l’ingegnere, il presidente dell’Ente Eur. È entrato mentre gli altri prendevano l’aperitivo e per salutare a uno gli fa: “Aoh anvedi quanti figli de na mignò…. Buonaseeeeraaaaa”. E tutti a ridere. Fatto st’aperitivo con le tartine e il prosecco, piano piano la gente ha preso posto. C’era un gruppetto che suonava, lì sul palco. I tavoli erano tutti belli apparecchiati con su il nome della famiglia che li avrebbe occupati. Al tavolo col bigliettino Toti, c’era proprio lui, Claudio Toti e vicino aveva a una con un seno tutto rifatto che mi sa che era la moglie di un altro che stava seduto dall’altro lato. Sì insomma, dall’altro seno. Toti stava dal lato del seno destro e il marito da quello del seno sinistro, tanto per intenderci. Qualche tavolo dopo ci stava pure Mezzaroma, Marco il marito della Carfagna. Forse c’erano pure gli altri Mezzaroma ma io solo a quello conosco. Bel ragazzo per carità. Meglio di Bocchino dieci volte. Vestito grigio, camicia bianca e cravatta blu. Poi si è presentata una con un paio di labbra rifatte che aveva difficoltà a mangiare. Apriva la bocca ma mica si notava. Sembrava morsa da una squadra di calabroni, povera signora. A proposito di donne, una secondo me era proprio importante, si chiama Santarelli. Il nome non me lo ricordo ma tutti la chiamavano Dottoressa. Oh, uno si è fatto 20 metri per andargli a presentare un amico. “Ma tu non la conosci la dottoressa Santarelli?” gli fa all’amico e questo: “No”. “E viè che te la presento”. E così sono andati. Sta Santarelli se ho capito bene deve essere n’architetto. Poi ad un certo punto arriva Ciocchetti, vicino a lui c’aveva a uno con una cartelletta della Regione Lazio che indicava la Vice Presidenza. E sì, perché Ciocchetti è il vicepresidente della Regione, mica l’ultimo arrivato. Mentre lui girava per i tavoli, gli altri si sono messi comodi a mangiare. Mezze maniche con carciofi fritti e guangiale. Certi piattoni che sembravano montagne per quanto erano enormi. Poi hanno continuato col maialino arrosto, fino al gelato che doveva essere uno spettacolo. Certi, li ho visti io con gli occhi miei, hanno mangiato pure il gelato che stava nei piatti di quelli che erano andati via dopo l’intervento di CIocchetti. E sì perché dopo che Ciocchetti ha salutato tutti è salito sul palco ed ha preso il microfono di quello della banda che cantava e si è messo a parlare. E ne ha dette di cose. Ha detto che sto Paese va cambiato perché c’è troppa burocrazia. Ad esempio voleva far vedere la partita della Roma visto che lunedì c’era la Roma ma gli hanno risposto che bisognava fare richiesta alla sovrintendenza dei beni culturali per installare una parabola sopra il Salone delle Fontane. Ma pensa tu. Per vedere una partita, tutti sti giri. Poi Ciocchetti ha finito e pure la partita. La Roma ha vinto 1-0 e qualcuno la seguiva sull’I-pad. Poi è entrato in scena Lotito che si è messo al tavolo di Ciocchetti, insieme a Smedile e non ti dico le risate. Intanto Ciocchetti si è messo a mangiare che non aveva ancora assaggiato niente e attorno c’aveva tutto l’entourage che sembrava Obama. Dei 400 invitati, ne saranno rimasti una ventina, tutti al tavolo di questo Ciocchetti. Manco fosse l’ultima cena. Prima di andare via, tutti hanno lasciato il proprio contributo all’interno di una busta. Due signorine infatti si sono messe a girare tra i tavoli per raccogliere qualche spicciolo. Al tavolo di Ciocchetti, Lotito l’ha fatta da padrone. Il pallone ha preso il sopravvento su tutto. Si parlava di Moratti e via via di tutti gli altri. Chi accendeva sigari, chi sigarette, tutti ridevano davanti al presidente della Lazio. Intanto qualcuno aveva provveduto a togliere i cartelli e dei moderati per la terza fase non era rimasta nessuna traccia.

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