Gli affanni di Sarkozy

Appena cinque anni fa la sfida sarebbe risultata impari, se non impensabile: lo stile comunicativo dell’attuale presidente avrebbe annientato il candidato socialista, rappresentante laborioso di partito senza l’aura del leader designato. Eppure a pochi mesi dalle elezioni, la sinistra d’Oltralpe è favorita per la riconquista dell’Eliseo dopo i tanti anni trascorsi all’opposizione, con il drammatico intervallo di non essere arrivati nemmeno al ballottaggio del 2002 (quando il Parti socialiste fu superato dall’estrema destra di Le Pen).

Tendenza soft. Hollande sta sfruttando la nuova tendenza politica: con la pesante crisi economica è finita l’era dei leader ipercomunicativi, sul modello Blair, capaci di scuotere la dimensione emotiva degli elettori. L’esempio principale è giunto dalla Spagna: Mariano Rajoy è approdato al governo dopo due sconfitte. Nella circostanza il suo scarso carisma non ha influenzato l’esito del voto; una conferma indiretta che l’elettorato preferisce l’operosità alla promessa di sogni. Quindi il candidato socialista all’Eliseo punta sul “ritorno al passato” della comunicazione, meno incentrata sulle paillette e più concentrata sulla sostanza.

Riscatto. Sarkozy, insomma, è stato costretto a rielaborare la propria immagine, forgiandola sull’esperienza di governo contrapposta alla “debolezza” dell’avversario. Il deficit di consensi per il presidente, dunque, lo porta ad affrontare una campagna elettorale d’attacco, senza poter vantare risultati di prestigio. Anzi il colpo peggiore è stato assestato da Standard&Poor’s con la perdita della tripla A. Una sconfitta bruciante per l’uomo che sognava di rispolverare la grandeur.

Stefano Iannaccone

Informazioni su Stefano Iannaccone

È nato pessimista nell'81, ma non si sa ancora bene di quale Secolo. Intanto, è diventato giornalista professionista, collaborando per varie testate tra cui Ilfattoquotidiano.it, Gli Stati Generali, La Notizia. Ora è addetto stampa di Possibile. Tra un raffreddore e l’altro ha pubblicato tre romanzi. Twitter: @SteI